Se il distretto non basta più

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Imprenditori, operatori economici e rappresentanti della associazioni di categoria hanno preso parte in gran numero al convegno \”Dai distretti industriali alle reti d\’impresa per superare la crisi\” organizzato dalla Carifac presso il Teatro delle Muse di Ancona.
Il contratto di rete è infatti uno strumento diretto a far sì che le imprese possano collaborare per realizzare progetti e obiettivi comuni, accrescendo la propria capacità innovativa e la propria competitività. Le imprese contraenti, pur mantenendo la propria indipendenza, concertano e sviluppano progettualità condivise (sviluppo di un nuovo prodotto o servizio, innovazione tecnologica, apertura di un nuovo mercato di sbocco, ecc) che si concre¬tizzano in un "programma comune di rete".L'appuntamento si è aperto con i saluti del Presidente e del Direttore della Carifac Domenico Girali e Paolo Mariani, di Valdimiro Belvederesi (Presidente Confartigianato Ancona) e Marco Tiranti (Presidente CNA Ancona). "In Italia è ampliamente dimostrato dai fatti che far crescere per linee interne un'azienda è difficilissimo e le fusioni non funzionano, soprattutto per la stretta simbiosi che c'è tra l'impresa e l'imprenditore – ha spiegato il Presidente di Astrea Ricerche Enrico Finzi -. Per questo credo che le reti possano funzionare, a patto che da moda diventino un fatto sostanziale. Con tale soluzione, infatti, si mantengono le singole sovranità delle imprese, alleandosi su specifici obiettivi e compiendo tratti di strada, anche cospicui, insieme. Il fenomeno delle reti d'impresa per ora in Italia è ancora molto contenuto ma in forte crescita. Ci vorrebbe però maggiore informazione e consulenza in merito. Quel che è certo – ha sottolineato – è che di fatto le risposte al momento attuale possono venire dal basso, dalle nostre realtà locali che ancora una volta debbono muoversi veloci e agili, senza aspettare le grandi Istituzioni".
"Non bisogna pensare di mettersi insieme meramente per essere più grandi, ma per essere più bravi e quindi competitivi. Ed avendo da subito ben chiari gli obiettivi pratici condivisi – ha ammonito Roberto Grandinetti, docente di Gestione delle Imprese all'Università di Padova -. Nell'attuale contesto competitivo e globale non sempre il partner industriale ideale è il 'vicino di casa', come è nella logica dei Distretti dove per altro i rapporti tra imprese sono per lo più di tipo gerarchico e verticale: con un rapporto ibrido tra collaborazione e competizione che oggi non basta più".
Animata e vivace la Tavola Rotonda che ha chiuso i lavori, coordinata dal giornalista de IlSole24Ore Marco Liera.
"Dopo una prima metà del 2011 incoraggiante per la nostra economia è arri¬vata una improvvisa nuova caduta – ha spiegato l'Amministratore del Gruppo Veneto Banca Vincenzo Consoli -. Per quanto ci riguarda siamo vicini quanto più possibile alle PMI per scongiurare il pericolo del credit crunch. Le reti di impresa possono certamente essere un'opportunità, seppur non certo una panacea delle criticità delle nostre imprese, a patto che abbiano maggiore definizione e chiarezza normativa".
E sulla necessita che vengano meglio definiti dal legislatore i dettami del contratto di rete hanno puntato l'indice anche i rappresentanti delle associazioni artigiane Giorgio Cataldi (Segretario Confartigianato Ancona) e Otello Gregorini (Direttore CNA Ancona). "Ad oggi la normativa è troppo larga e di difficile interpretazione, così da lasciare inespresso un potenziale prezioso strumento – hanno spiegato -. Non a caso vi sono molte realtà di collaborazione che possiamo definire come reti di impresa ancora non formalizzate". "Ne abbiamo – ha aggiunto Cataldi – soprattutto nel Distretto Digitale, ma sono appunto ancora informali".
Entrambi hanno inoltre lanciato un appello alle Istituzioni per una vera e ben delineata politica industriale: "altrimenti perdiamo sempre più le potenzialità del nostro Paese. Da troppo tempo non si investe più nell'economia reale, quella della produzione. Gli imprenditori non si tirano indietro ma la situazione sta diventando insostenibile".
Una interessante proposta è stata lanciata dal prof. Daniele Mantucci dell'Università Politecnica delle Marche: "Analizzare il rapporto che c'è tra impresa e famiglie imprenditoriali: un connubio che ne determina i successi ma anche i limiti, tanto che in Italia le aziende 'durano' in media due generazioni".

If the district is not anymore enough
Entrepreneurs, economic workers and many representatives of the professional categories associations have taken part to the meeting "From the industrial districts to the enterprise networks in order to exceed the crisis" organized by Carifac in Ancona in the Muse theatre. The network contract is an instrument that helps the enterprises to cooperate in order to realize common plans and aims, increasing own innovative ability. The contracting enterprises, also maintaining own independence, develop shared planning that are realized in a "common program of network".
After the greetings of the President and Director of Carifac Domenico Girali and Paolo Mariani, has talked the President of Astrea Ricerche Enrico Finzi explaining that "In Italy it's very difficult to make grow by inner lines a company, the mergers do not work for the symbiosis between enterprise and entrepreneur.For this reason I think that the networks can work, on condition that becomes a substantial reality. The phenomenon at the moment in Italy is much limited but rapidly rising, it needs of greater information and advising". "To have very clear the aims to share it's essential – said Roberto Grandinetti, teacher of Management of the Enterprises to the University of Padua -It does not have to think to join in order to be bigger, but to be better and there-fore competitive, today, the ideal partner could not be close physically like in districts logic".
Then the observation of the Administrator of Veneto Banca Group Vincenzo Consoli who has emphasized that "After a first half of 2011 encouraging for our economy has arrived an unexpected downfall. The networks of enterprise can sure be a chance, but must have greater definition and clarity laws
".

www.carifac.it

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