Mps, dossier su Antonveneta Ipotesi cessione 100 sportelli

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Dopo Biverbanca, valutazioni in corso sull’istituto padovano. Operazione dismissioni, tre banche d’affari al lavoro
Non c’è un mandato, tantomeno una decisione. Però tre banche d’affari internazionali di grande rilievo si sono messe al lavoro. Per adesso, in proprio. E i dossier hanno cominciato a girare fra i tavoli degli istituti potenzialmente interessati. Monte dei Paschi è in una situazione difficile (ieri ancora giù in Borsa, -1,65%) e deve far cassa. Si sa della sua decisione di dismettere Biverbanca, ma se si creassero condizioni e necessità anche Antonveneta potrebbe partecipare all’operazione dimagrimento. Non con la cessione dell’intera banca, che insiste in una parte sana e in fin dei conti ancora redditizia del Paese qual è il Nordest, ma con una vendita parziale di sportelli. Che potrebbe essere consistente: sui circa 400 di dotazione attuale, ne potrebbe essere ceduto fino a un centinaio. Un numero comunque puramente indicativo per il momento.

L’idea, dal punto di vista del business, avrebbe due grossi vantaggi: l’incasso in contanti da una parte e la diminuzione di impieghi, con il relativo minor assorbimento di capitale, dall’altra. E sappiamo che uno degli obiettivi più urgenti del gruppo Montepaschi è appunto l’ulteriore rafforzamento patrimoniale per scongiurare qualsiasi rischio di nuovo aumento di capitale, eventualità esclusa con la massima decisione dal direttore generale di Siena, Fabrizio Viola. La pulizia dei conti, con la maxi-svalutazione che ha portato Antonveneta a chiudere in rosso di 1,3 miliardi, potrebbe incoraggiare l’ipotesi: senza l’incubo di una pesante minusvalenza da iscrivere in bilancio, la cessione di agenzie sarebbe tutta in guadagno e avrebbe effetti positivi forti sia in termini di conto economico sia, appunto, patrimoniali. Che i dossier delle merchant bank si trasformino in un mandato a vendere ce ne passa.

Viola ha promesso un nuovo piano industriale entro la fine di maggio, deve ancora insediarsi Alessandro Profumo alla presidenza, e sicuramente prima si procederà per Biverbanca sulla quale ha messo gli occhi la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. Il dg di Antonveneta, Giuseppe Menzi, da parte sua nega: «Oggi ho passato due ore e mezza con Viola e non si è assolutamente parlato di cessioni di filiali o cose del genere. Non ne so nulla». Menzi preferisce invece mettere in evidenza i conti 2011 dell’istituto padovano, che senza le poste straordinarie sul valore di avviamento avrebbero evidenziato un utile di 73 milioni. «Mi pare che questo dato, insieme a quello del risultato operativo netto in crescita del 25% a 175 milioni, rivelino che Antonveneta ha chiuso lo scorso esercizio in linea con quello di altre realtà concorrenti di questi territori. E anche i numeri medi sugli impieghi, che indicano una crescita del 2,5%, sono migliori del calo dello 0,1% indicato in bilancio che è la semplice fotografia al 31 dicembre. La salute della banca è testimoniata anche dagli 11.500 clienti netti in più rispetto al 2010».

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