Le strategie per il made in Veneto

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“Il valore del Made in Veneto e del Made in Italy è di gran lunga superiore alla sua quantificazione sotto forma di PIL, perché produce ricchezza reale anche come immagine, qualità, tipicità e stile nel mondo. Dobbiamo tutelarlo lottando contro i prodotti tarocchi e nello stesso tempo qualificarlo e promuoverlo”. Lo ha ribadito l’assessore alla tutela del consumatore e agricoltura del Veneto, chiudendo l’incontro promosso a Padova dal Consiglio veneto sulla lotta a contraffazione e pirateria.
“Contro il falso la lotta è senza quartiere – ha ribadito l’assessore – e come assessorato abbiamo promosso con le associazioni dei consumatori numerose iniziative che si concreteranno nei prossimi mesi anche sulle spiagge e nelle piazze della nostra Regione, mentre abbiamo realizzato corsi formativi per la polizia locale per insegnare come distinguere le produzioni taroccate e come operare nel contrasto ad un settore che non solo rovina l’immagine del prodotto regionale e nazionale, ma può essere pericoloso per chi l’acquista e alimenta un circuito economico oscuro in ogni punto del percorso: dalla tutela del lavoro alla distribuzione, dall’evasione fiscale al commercio spesso abusivo fino agli utili realizzati, che spesso alimentano la criminalità organizzata”.
Nel settore agroalimentare, uno dei maggiori vanti del Veneto, che produce ed esporta la maggiore quantità di vino di qualità, il maggior numero di prodotti certificati DOP e IGP e che è secondo solo alla Toscana per numero di produzioni tipiche, “stiamo rafforzando tre strategie – ha fatto presente l’assessore – che riguardano il sostegno ai produttori nei percorsi di qualificazione e di certificazione dei prodotti di qualità; il coordinamento delle associazioni di consumatori (su questo fronte la Regione, insieme a Unioncamere e alle Associazioni stesse, sta costruendo il blog “Veneto Consumatori”); la diffusione della coltura e dell’informazione sul tema dei marchi, della loro contraffazione e sulla sicurezza dei prodotti”.
“Ciò che davvero serve su questo fronte – ha concluso l’assessore – non è però solo una doverosa repressione lungo tutta la filiera, ma un controllo sociale diffuso che permetta di colpire sul nascere ogni tentativo di diffusione dei falsi”.

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