Biologico 2012

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Si è svolto sabato 14 luglio nella suggestiva cornice del Monastero di Montebello ad Isola del Piano (nelle Marche, provincia di Pesaro-Urbino), il meeting annuale dei produttori biologici italiani promosso dall’Associazione Mediterranea per l’Agricoltura Biologica (AMAB). La quindicesima edizione della manifestazione ha assunto quest’anno un’importanza del tutto particolare. Infatti, dopo la scomparsa improvvisa del presidente e fondatore, Gino Girolomoni l’associazione sta vivendo indubbiamente un momento particolare. Tuttavia è convinzione di molti che la ricca esperienza culturale, umana e politica associativa lasciata da Girolomoni, non vada dispersa, ma che anzi trovi motivo di rilancio per contribuire alla crescita e al rafforzamento dell’agricoltura biologica nel nostro Paese. L’Associazione riunitasi in assemblea lo scorso mese di giugno per rinnovare il consiglio direttivo e la presidenza, ha nominato Francesco Torriani, del Consorzio Marche Biologiche, presidente e Silvano Delai, dell’Associazione La Buona Terra, vice presidente. Il tema scelto per quest’anno ha portato i vari relatori a discutere delle nuove sfide che dovrà affrontare l’agricoltura biologica italiana a partire proprio dalle idee e dai progetti ispirati da Gino Girolomoni. A livello mondiale la superficie agricola gestita con metodo biologico continua a crescere. Attualmente ammonta a 37 milioni di ettari dei quali circa 12 milioni si trovano in Australia, 10 milioni di ettari in Europa e 13 milioni suddivisi tra America e Asia. L’Italia è la seconda nazione europea per superficie gestita con metodo biologico (circa un milione di ettari) e la prima per numero di operatori (circa cinquantamila). Anche il consumo dei prodotti biologici continua a crescere a livello mondiale con un trend dell’8 % annuo, ma in modo molto diverso nelle diverse parti del mondo. Gli Stati Uniti guidano la crescita mondiale e il bio conquista il 4 % della quota di mercato con prezzi remunerativi, mentre in Europa la crescita è rallentata ed i prezzi hanno subito pure un rallentamento soprattutto a causa della crisi economica e per l’intensità della concorrenza. Comunque, dall’analisi commerciale dei dati disponibili, è possibile confermare che il settore dell’agricoltura ha un potenziale di crescita elevato e in un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo l’agricoltura biologica ha tutte le carte in regola per contribuire a trainare la ripresa economica del nostro Paese.

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