AEROPORTO CAMPOFORMIDO: NO A NUOVI VINCOLI TERRITORIALI

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Nella predisposizione dei cosiddetti \”Piani di Rischio\” per l\’aeroporto di Udine-Campoformido, tra Enti locali, Regione ed Ente nazionale aviazione civile – Enac va individuata una soluzione condivisa, che possa contemperare le esigenze urbanistiche con la presenza delle piste, mantenendo le attuali tipologie di traffico tipiche di uno scalo non commerciale, in modo da evitare l\’introduzione di nuovi vincoli. La posizione dell'Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia è stata espressa oggi, a Ronchi dei Legionari, dall'assessore alle infrastrutture e alla pianificazione territoriale, Riccardo Riccardi, nel corso di un incontro cui hanno partecipato Costantino Pandolfi, Massimo Cattani e Domenico Rana, in rappresentanza dell'Enac, il sindaco di Campoformido, Andrea Zuliani, e il vicesindaco di Pasian di Prato, Andrea Pozzo.

L'Aeroporto di Udine-Campoformido è uno scalo civile turistico e fa parte dei cosiddetti aeroporti minori italiani. La sua apertura risale al 1914 ed è stato adibito ad attività militare fino a cinque anni fa. E' nata qui, nel 1930, la pattuglia acrobatica militare, le Frecce Tricolori. Oggi la struttura – che per Riccardi rappresenta un patrimonio del Friuli Venezia Giulia che la Regione e' pronta ad acquisire dallo Stato nelle forme che stabilirà un apposito tavolo tecnico, appena costituito – è gestita da un aeroclub.

Delle tre piste originarie, di fatto una sola, di 730 metri di lunghezza con fondo erboso, è pienamente operativa. Di un'altra, lunga ben 1.100 metri, viene impiegato solo un piccolo tratto per l'atterraggio degli alianti.

Secondo Enac, ente preposto alla sicurezza dei voli, in attesa della definizione del passaggio di competenze alla Regione, vanno comunque fatti Piani di Rischio, rapportati alla presenza delle due piste certificate, seppur commisurati alla effettiva operatività dello scalo, e quindi agli attuali volumi di traffico. Il sindaco Zuliani ha però ribadito in proposito come attualmente esista solo la pista da 730 metri e dunque solamente rispetto ad essa andrebbe fatto il Piano di Rischio.

Per l'assessore Riccardi, che ha sottolineato come la Regione abbia "una cultura fortemente rispettosa delle Autonomie locali", lo sviluppo dell'aeroporto passa attraverso una scelta condivisa che escluda il traffico commerciale e garantisca l'attuale
funzionalità: "scelte chiare – secondo l'assessore – che consentono la stesura, da parte delle due amministrazioni comunali, d'intesa con Enac, di Piani di Rischio che non vadano a determinare ulteriori vincoli per le due amministrazioni locali.

In particolare il primo cittadino di Campoformido ha espresso la preoccupazione che il Piano di Rischio del proprio Comune possa condizionare, a Villa Primavera, la prevista riapertura dello Sporting, dotato tra l'altro di tre piscine, di cui una interna.

Una preoccupazione che, in ogni caso, l'Enac pare aver del tutto fugato, parlando di coerenza tra previsioni urbanistiche e vincoli legati alla presenza delle piste.

Secondo l'assessore Riccardi l'incontro di oggi è dunque servito a trovare "una equilibrata mediazione, condivisa dai Comuni".

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