Presentato il Rapporto 2012 di Confindustria Marche

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“Prima ancora dei fattori economici, innovazione, finanza, internazionalizzazione, formazione, infrastrutture, è necessario recuperare i valori forti dell\’intraprendenza che hanno caratterizzato da sempre la comunità marchigiana. La determinazione, il coraggio, la fiducia. Gettare il cuore oltre l’ostacolo che, oggi, si chiama recessione. Questa è la precondizione alla competitività, questa la strada per riprenderci il futuro, nonostante le difficoltà che esistono e che il quadro politico nazionale contribuisce purtroppo ad alimentare”.
Così il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, oggi nel suo intervento alla presentazione del Rapporto 2012 sull’industria marchigiana di Confindustria Marche. Spacca ha esordito ricordando il tragico triplice suicidio di Civitanova Marche. “Siamo tutti profondamente colpiti dalla morte di queste persone, che non avevano reddito sufficiente per vivere. Questo – ha detto – è un segnale che oltrepassa qualsiasi analisi economica e che ci interroga profondamente su quale sia la scala di valori e il fondamento della strategia per la nostra comunità. Ci interroga su dove collocare, tutti insieme, le energie di cui siamo in possesso. Da sei anni, ormai, viviamo una profonda crisi che ha colpito in particolare l’Europa e il nostro Paese. Sei anni difficili, dei quali gli ultimi tre di vera e propria recessione. Sinora si è affrontata la situazione con un approccio determinato dalla convinzione che la crisi sarebbe passata presto. Una strategia, quindi, basata sulla resistenza. Anche la Regione – ha aggiunto – ha privilegiato questo approccio, finalizzato a mantenere la coesione sociale. In questi anni sono stati stanziati 800 milioni di euro per la protezione di 84mila lavoratori e delle loro famiglie. Ma ci stiamo rendendo conto, oggi che la crisi non è ancora finita, che questa strategia non basta più per riagganciare il futuro, anche perché le risorse per alimentarla non sono sufficienti”.
Da qui l’appello di Spacca. “Al di là delle analisi di tipo quantitativo-economico – ha detto – è necessario riscoprire dentro di noi il coraggio, le categorie morali che consentano di affrontare un tempo tanto difficile, come forse non lo è mai stato per il nostro Paese. Bisogna accompagnare le categorie economiche con le categorie morali per recuperare l’energia necessaria a rilanciare la sfida, per tornare ad intraprendere: questo è il primo fattore di competitività. Ad esempio, dinanzi alla risposta, ancora timida, agli strumenti straordinariamente importanti messi in campo dall’Accordo di programma per le aree in crisi dell’entroterra appenninico, è evidente che il problema non è neanche più solo quello delle risorse, ma la mancanza di coraggio, la perdita della fiducia. Se non riusciamo a trovare questa forza – ha concluso – non riusciremo ad intercettare la ripresa, quando si presenterà. Occorre avere chiari gli obiettivi, selezionare le priorità, condividendole e perseguendole con determinazione. La Regione sta lavorando con grande convinzione per accrescere la competitività del nostro sistema economico, riducendo fortemente le risorse impiegate per gli apparati burocratico-amministrativi per trasferirle sui servizi. E’ quanto, per esempio, vogliamo fare anche nella sanità, con una riforma che non guarda solo agli aspetti finanziari ma anche e soprattutto ai servizi. Questo, però, significa superare le inerzie, significa lavorare insieme evitando i localismi e interpretando finalmente la nostra regione come una autentica comunità”.

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