Conferenza Stampa del PDL sull’ “Aeroporto Sanzio”: dissesto, via cda e management

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\”Tre milioni di euro di perdite – ha riferito Bugaro sulla situazione di Aerdorica -, indebitamento di 40 milioni di euro, diretto e verso fornitori, non paga Imu, contributi e bollette. In una situazione di normalita\’ un\’altra azienda avrebbe portato i libri in tribunale\”. \”Spacca e Morriale (direttore di Aerdorica, ndr) – ha continuato Bugaro – dicono che il bilancio e\’ a posto e che l\’aeroporto e\’ pronto al rilancio. Il governatore continua a dichiarare che c\’e\’ qualcuno pronto a entrare in Aerdorica… Invece l\’attuale gestione e\’ insostenibile, l\’azienda dovrebbe essere commissariata subito: non ha requisiti minimi di sostenibilita\’\”.\”Spacca – ha detto Massi, riferendosi alla trattativa sfumata con un magnate armeno argentino – ha gestito in esclusiva l\’uscita dei privati dalla societa\’ e il rapporto con Eurnekian che se l\’e\’ data a gambe forse dopo aver visto i conti. Intanto le spese dei voli aumentano\”. Una frecciata l\’ha riservata al presidente di Aerdorica Cleto Sagripanti: \”e\’ un imprenditore valido, Spacca sa mettere in gioco imprenditori che dovrebbero gratificarne l\’immagine. Ma non credo che Sagripanti abbia potuto agire in maniera imprenditoriale e in autonomia, ilpotere politico egemone e che permea tutto, lo ha ingabbiato\”.Molto critici su strategie e gestione aeroportuale anche Erminio Marinelli, portavoce del centro destra in consiglio regionale ed Enzo Marangoni che hanno presentato gia\’ diverse interrogazioni sul tema in attesa di risposta. \”Forse l\’aeroporto sara\’ conosciuto negli Usa per Dustin Hoffman, ma da li\’ non e\’ arrivato alcun turista\” ha osservato Marinelli. "L'aeroporto ha fallito la sua missione", ha fatto eco Bugaro, spiegando che l'unico modo di rilanciarlo e' diventare un hub cargo, un polo di attrazione per le merci che transitano lungo la dorsale adriatica. Di questa opinione e' il manager Pietrosanti: attualmente le merci partono su gomma dirette verso Malpensa, Zurigo, Francoforte e Dusseldorf. I dati (564 mila passeggeri nel 2012 di cui l'80% marchigiani), secondo il tecnico, dimostrano che lo scalo non puo' basarsi sul traffico passeggeri ma deve puntare sulle merci in considerazione anche dell'industria manifatturiera che nelle Marche rappresenta il 24% del Pil. Con i pochi voli presenti, ha sostenuto in sostanza Pietrosanti, non e' possibile ammortizzare i costi di gestione dell'infrastruttura ed efficientare le spese del personale: per ogni operatore assunto in più sui voli, ne servono quattro per l'attività' logistica e dunque oltre a garantire più voli, puntare sulle merci gioverebbe anche all'occupazione. "Il vero declassamento dello scalo – ha detto Pietrosanti – e' lasciare l'aeroporto alle compagnie low cost. Il management dovrebbe impegnarsi a trovare business in tutti i modi, a partire dalle merci, valorizzando uno scalo in posizione strategica e la vicinanza del porto e dell'interporto".

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