Tutelare i boschi è creare occupazione

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“Le modifiche apportate alla legge forestale del 2005 riguardano lo sviluppo del settore forestale, la salvaguardia dei boschi e dell’assetto idrogeologico; la tutela, valorizzazione e sviluppo del lavoro e dell’occupazione e la definizione di “pubblica incolumità”. Queste le parole di Adriano Cardogna, presidente del gruppo consiliare dei Verdi delle Marche e primo firmatario della proposta di legge.
“La principale novità di questa legge riguarda il riconoscimento della prevalenza dei boschi come interesse collettivo e della loro insostituibile valenza pubblica per la difesa idrogeologica, ambientale e sociale. Un ruolo indispensabile – continua il Verde -che sarà incentivato con la predisposizione di piani d’intervento forestale straordinari, elaborati dalle Province e dalle Comunità montane e che potranno essere oggetto di finanziamenti pubblici, statali ed europei, per la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione degli incendi. In base alla nuova formulazione della legge, la Giunta regionale è chiamata a determinare criteri e modalità per la realizzazione degli stessi. Interventi che la proprietà privata non può realizzare perché non economici”.
Il patrimonio forestale delle Marche copre un terzo del territorio regionale: più di 16 mila ettari sono demanio forestale, 31 mila di proprietà collettive, 16 mila proprietà comunali, mentre quasi 200 mila ettari sono di proprietà privata. Oltre il 75% dei boschi sono in stato d’abbandono. Le aree boschive marchigiane costituiscono una reale possibilità di sviluppo economico e occupazionale. Una legge di estrema importanza, non a caso approvata all’unanimità dalla terza Commissione. Sono definiti di “pubblica incolumità” gli interventi finalizzati alla prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e degli incendi boschivi; alle sistemazioni idraulico-forestali e di aree boschive percorse da incendi; al ripristino delle formazioni forestali nelle zone colpite da calamità naturali o da eventi di eccezionale gravità; agli interventi fito-sanitari in aree colpite da gravi o estese infestazioni. E’ stata anche affrontata la questione della bruciatura degli scarti vegetali derivanti da attività agricole e forestali.
“I ripetuti disastri ambientali portano costantemente all'attenzione dell'opinione pubblica il problema della cura del territorio. Gli esperti dicono da anni che le calamità sono causate dai disboscamenti. Si è invece scoperto che i boschi delle Marche sono aumentati e che il vero problema è il loro abbandono. I cambiamenti economico-sociali nella nostra regione hanno causato lo spopolamento delle montagne e la cementificazione delle coste, i boschi sono stati abbandonati e da decenni non esiste più la manutenzione capillare del nostro territorio. Un territorio che vanta il triste primato dell'indice di franosità più alto d'Italia. La proposta di legge nasce dalla concretizzazione di un’impostazione che l’Aula ha già dato nel luglio del 2010. Si tratta quindi – termina Cardogna ¬¬- di un adeguamento della legge forestale alla nuova realtà marchigiana, tutelando l'ambiente per proteggere i cittadini dalle calamità. Da oggi abbiamo a disposizione uno strumento in più per intervenire e tutelare l'incolumità pubblica”.

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