Democrazia sfigurata

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La figura di una persona è una forma identificabile dall’esterno. Ognuno di noi ha il proprio fenotipo, le caratteristiche che rendonola nostra immagine unica, diversa da quella degli altri. “ In Democrazia sfigurata. Il popolo fra opinione e verità (UBE 2014, 352 pagg., 29 euro), la politologa Nadia Urbinati usa l’analogia con la figura per analizzare alcuni dei modi in cui la democrazia odierna viene sfigurat Infatti, una società democratica ha determinate caratteristiche sue proprie che la rendono esteriormente riconoscibile. Il volto che la democrazia mostra oggi al mondo viene figurato in vari modi e nel libro l’autrice descrive le principali caratteristiche: dalle procedure, alle istituzioni, al foro pubblico delle opinioni.

Il termine “Sfigurare” che Urbinati utilizza non è semplicemente descrittivo, ma implica una valutazione negativa e le deformazioni descritte rappresentano mutazioni allarmanti. “Nel riconoscerle e analizzarle”, sostiene Urbinati, “ intendo richiamare l’attenzione del lettore su queste difficoltà in modo da favorire interventi correttivi.

La sensazione di inutilità che i cittadini possono avvertire nei confronti delle istituzioni democratiche non va letta come denuncia dell’inadeguatezza o incapacità di queste ultime di correggersi, ma come riconoscimento del fatto che preservarne le condizioni richiede una costante opera di monitoraggio e manutenzione. Lo scopo è evitare che la disuguaglianza sociale si traduca in disparità di potere politico.

L’insoddisfazione per la democrazia è comunque insita nella sua storia. E’ un fenomeno ricorrente, reso pubblico dalla libertà di espressione e di associazione di cui godono i suoi cittadini. Oggi la democrazia non ha legittimi concorrenti, eppure la solitudine planetaria non la rende invulnerabile.

La democrazia rappresentativa, si legge nel libro, è un sistema diarchico fondato sulla volontà (diritto del voto, procedure e istituzioni che regolano la formazione di decisioni volontarie o sovrane) e sull’opinione (sfera extraistituzionale delle opinioni politiche), che si influenzano e collaborano, senza mai fondersi. Questo è il volto che oggi appare sfigurato.

“Tra le deformazioni”, dice Urbinati “la tendenza a letture apolitiche della deliberazione pubblica (il mito del governo tecnico); la promozione di soluzioni populistiche; la spinta al plebiscito e dunque la democrazia dell’audience”.

Come può sopravvivere allora democrazia? Urbinati conclude “Riaffermando il potere della diarchia e tutelando la funzione dell’opinione”.

Nadia Urbinati insegna Teoria politica alla Columbia University. È autrice di saggi e volumi in inglese e in italiano. Tra gli ultimi Democrazia rappresentativa. Sovranità e controllo dei poteri (2010); Liberi e uguali. Contro l’ideologia individualista (2011); La mutazione antiegualitaria. Intervista sullo stato della democrazia (2013).

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