Porto di Trieste: Serracchiani la nave dei record? non è un caso!

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\”Un risultato, quello di oggi, che non è venuto per caso, ma che si fonda su una serie di azioni portate avanti dall\’Amministrazione regionale: il lavoro fatto sulla riforma dei porti per far diventare lo scalo di Trieste Autorità portuale di sistema, i risultati che stiamo conseguendo sul fronte del rafforzamento dei servizi ferroviari che conferisce maggiore competitività allo stesso porto e, infine, la collaborazione fra l\’Agenzia regionale per il Lavoro e l\’Autority, che ha creato l\’individuazione di profili professionali di alta competenza e favorito virtuosi processi di stabilizzazione del personale\”. Così la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora
Serracchiani, oggi, alla cerimonia che si è tenuta al molo VII
del porto di Trieste dedicata all'arrivo della Msc Paloma, la più
grande nave portacontainer mai entrata in Adriatico. Costruita
nel 2010, misura oltre 365 metri di lunghezza per poco più di 51
di larghezza, per un carico massimo di 14mila Teu.

La Msc Paloma attraccata al porto di Trieste, come ha spiegato la
presidente Serracchiani, non genera solo una ricaduta perimetrata
alle dinamiche di carico e scarico merci, ma produce benefici
allargati ad un indotto che comprende l'intera regione e il
nordest. In particolare, ha sottolineato la presidente, perché
volumi di questo tipo movimentano tutto quello che sta dietro
alla logistica e alla lavorazione dei prodotti.

Da parte sua il presidente dell'Autorità portuale di Trieste,
Zeno D'Agostino, ha voluto evidenziare il nuovo ruolo dello scalo
regionale di "snodo fondamentale per servire i mercati europei".
Ruolo evidenziato da uno studio internazionale fatto da Mds
Transmodal e presentato a Rotterdam durante Intermodal Europe
2016.

Nel 2015, infatti, sono arrivate al porto di Trieste 57 milioni
di tonnellate, con una crescita del +18,49% negli ultimi 5 anni,
che ne fanno uno dei primi 20 porti europei: è al 14esimo posto
ed è l'unico italiano con Genova (17ma) nei top del continente.

In un arco temporale che arriva al 2030, secondo lo studio fatto
da Mds Transmodal, ha delle basi concrete la prospettiva di una
crescente competitività di Trieste rispetto ai porti del Nord
Europa sul fronte dei traffici con il Far East. Basi che si
fondano su una migliore posizione geografica, sulla disponibilità
di fondali di 18 metri che consentono l'attracco delle grandi
navi portacontainer, come la Msc Paloma, e su un masterplan
complessivo da 1 miliardo di euro per l'ampliamento delle
banchine e del retroporto.

Alla fine, come ha evidenziato con una certa soddisfazione la
presidente Serracchiani, tutto ciò significa posti di lavoro e
l'irrobustimento di una tendenza positiva che sta rilanciando,
nei fatti, il porto di Trieste come volano economico e
occupazionale di tutto il Friuli Venezia Giulia.

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