Energy Observer, il catamarano del futuro a energia rinnovabile

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Viaggerà utilizzando il sole, il vento e l’energia dell’idrogeno fornita dal mare. Questo è Energy Observer, il catamarano ecologico di 31 metri di lunghezza e 13 di larghezza realizzato in segreto in Francia. Presto partirà per un viaggio storico, 6 anni in giro per il mondo, tutto questo grazie a una superficie di 130 metri quadrati di pannelli solari, due pale eoliche verticali e un sistema per dissalare l’acqua di mare e trasformarla in energia. In aprile salperà da Saint-Malo, in Bretagna, per tentare la circumnavigazione del globo. In 6 anni toccherà 50 Paesi e 101 porti sfruttando solo energie pulite. Zero detriti, zero emissioni: Energy Observer sarà il primo catamarano a propulsione di idrogeno, ecologico al 100%, a circumnavigare il globo ricorrendo esclusivamente alle forze della natura. Una volta desalinizzata con un processo di osmosi inversa, l'acqua verrà decomposta in idrogeno e ossigeno attraverso un elettrolizzatore. Poi l'ossigeno sarà rilasciato nell'aria, mentre l'idrogeno verrà immagazzinato ad alta pressione (350 bar), in serbatoi da 62 kg (per dare un'idea delle proporzioni, con 1 kg di idrogeno si percorrono 100 km in auto). L'idrogeno alimenterà allora una pila a combustibile che produrrà per metà, calore da riutilizzare nel catamarano, per metà energia riservata ai due motori a propulsione elettrica. Imparare a produrre idrogeno senza combustibili fossili e a basso costo: questa la sfida che anima i cinquanta componenti della squadra.
Ad affrontare la sfida sarà una vecchia gloria delle regate, una delle navi più veloci di sempre, chiamata a nuova vita da un'equipe di architetti, ingegneri e navigatori, riconvertita in imbarcazione ultratecnologica e energicamente autosufficiente. Sarà una seconda giovinezza per Enza New Zeland, il leggendario catamarano che nel 1994 si aggiudicò il prestigioso Trofeo Jules Verne, orgoglio di tutti i velisti, circumnavigando il globo in poco più di 74 giorni.
Il progetto è stato ideato dall'istituto di ricerca Cea-Liten (Laboratoire d'Innovation pour les Technologies des Energies Nouvelles et les nanomatériaux), insieme alla Fondazione dell'ambientalista francese Nicolas Hulot e all'Unesco. La spedizione partirà dal mar Mediterraneo, per poi raggiungere le acque dell'Europa del Nord, poi Oceano Atlantico e Pacifico passando per il canale di Panama, e ancora Asia e Oceania, fino all'Africa e al Medio Oriente. Lungo il tragitto le tappe saranno capitali che hanno già avviato la transizione energetica, isole autonome sotto il profilo dell'approvvigionamento, città in pieno sviluppo economico, riserve naturali, luoghi a rischio scomparsa.
“L'Energy Observer sarà il simbolo di una transizione energetica possibile – ha assicurato Victorien Erussard, ufficiale di marina e capitano della spedizione – Esploreremo gli oceani senza lasciare tracce inquinanti dietro di noi. Le soste nei porti saranno l'occasione per diffondere un messaggio positivo sulle energie rinnovabili nella lotta al riscaldamento climatico”. “Non useremo gas neppure per cucinare – aggiunge il compagno d'avventura, Jérôme Delafosse, esploratore e documentarista – al posto della bombola avremo piastre in vetroceramica”.

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