Onorato, la confessione di Grimaldi conferma la nostra tesi

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Talora le parole si commentano da sole. Nell’annunciare la querela per diffamazione contro l’ex deputato Mauro Pili, avevamo adombrato il sospetto di una sovrapposizione fra le iniziative diffamatorie e “teleguidate” di Pili

Mauro Pili

e il ruolo svolto e ricoperto in queste iniziative dal signor Guido Grimaldi, ovviamente interessato commercialmente a infangare il gruppo Onorato e a spingere per una revoca della convenzione fra Stato e Tirrenia per i collegamenti con la Sardegna. Ebbene, non c’è stato bisogno dell’ indagine giudiziaria da noi sollecitata per verificare questa coincidenza di propositi e di azioni diffamatorie: a giro di posta, con un comunicato stampa, Guido Grimaldi il dirigente del gruppo Grimaldi, che ha parlato anche nella duplice veste di presidente dell’Associazione Alis, ha confessato il pieno appoggio e la regia delle azioni del signor Pili, dichiarando “un chiaro sostegno a una lodevole iniziativa che difende gli interessi dei cittadini italiani”.

Guido Grimaldi

Di fronte all’esistenza di prove inclusi i messaggi veicolati telefonicamente a tutti i contatti della sua agenda, il signor Grimaldi ha quindi ammesso tutto, in primis la sua complicità, doppiamente grave perché viziata da palesi obiettivi di concorrenza sleale e distorsione commerciale. Distorsione e abuso di posizione dominante che trova conferma per la prima volta in modo diretto anche attraverso l’ammissione pubblica del duplice ruolo nella società fornitrice di servizi di trasporto marittimo Grimaldi e nell’Associazione, per appunto Alis, che teoricamente avrebbe come compito prioritario, quasi una ragione sociale, quello di aiutare i principali clienti del fornitore di servizi Grimaldi anche offrendo loro condizioni creditizie agevolate.
Guido Grimaldi ha per altro reiterato tesi e dichiarazioni palesemente false (sostenute dal signor Pili) come quella relativa a una convenzione per i servizi per la Sardegna che non sarebbe stata “messa a gara”, quando lo stesso gruppo Grimaldi aveva partecipato a quella gara.

Grottesco quindi il tentativo di affermare il diritto esclusivo dei cittadini sardi non alla continuità territoriale garantita oggi dalla convenzione e da un regime privilegiato di prezzi attuato, sulla base e su precise e inviolabili indicazioni della convenzione stessa, ma a usufruire, unici fra i cittadini italiani, di trasporti totalmente gratuiti.
Altrettanto grottesco il richiamo all’italianità da parte del portavoce short sea di un gruppo che continua a utilizzare anche su navi che operano sulla Sardegna quote consistenti di marittimi extra comunitari sotto pagati, giocando sulla pelle dei marittimi italiani e su una finestra normativa che consente questo abuso in virtù dell’inserimento della rotta fra Italia e Sardegna nell’itinerario di traghetti che scalano anche altri porti europei. Questi sono i benefici di cui, al di fuori di ogni convenzione sancita da leggi dello Stato, usufruisce e gode il gruppo Grimaldi. Ed è curioso che

Guido Grimaldi e Mauro Pili omettano di ricordare il fiume di centinaia di milioni di contributi pubblici che affluiscono ogni anno nelle casse dei loro amici armatori ed ex soci che operano servizi per le isole minori in Sicilia.

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