Digitale: le tecnologie che trasformano l’agricoltura 2.0

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©Riccardo Milani Salone internazionale dell'agricoltura di Parigi, febbraio 2019.

I professionisti della filiera agricola utilizzano sempre più strumenti all’avanguardia per gestire i loro terreni e allevare gli animali. Controllare il funzionamento di una recinzione o nutrire gli animali a distanza, è ormai una realtà. Nuove tecnologie che stanno rivoluzionando la vita di molti agricoltori in Europa e nel mondo. Una delle novità del SIA, il Salone Internazionale dell’Agricoltura di Parigi di quest’anno, è stata proprio la tecnologia, la digitalizzazione, nuova concezione di agricoltura 2.0.

Un risparmio di tempo, denaro ed energia. Un allevatore dell’Auvergne incontrato al salone dell’agricoltura conferma che grazie alla tecnologia riesce da solo a coltivare 24 ettari di terreno e… passare più tempo con la propria famiglia. Un ostacolo non da poco è la qualità della connessione internet. Oggi in Francia il 60% degli agricoltori soffre di un “flusso dati” insufficiente per poter lavorare in modo digitale. Nel 2019, essere agricoltore significa essere un direttore, un banchiere, un produttore, un venditore, un manager e un tecnico. Per riuscire a svolgere tutti questi mestieri allo stesso tempo, la tecnologia digitale è un’evoluzione fondamentale.

Il fatto di essere già arrivati pienamente all’agricoltura 2.0 lo testimonia l’aumento dello spazio dedicato alle innovazioni al salone di Parigi. Robot diserbatori, droni, serre connesse, queste e altre tecnologie hanno occupato 500 metri quadrati dello stand “agricoltura del futuro” (contro solo 95 metri quadrati l’anno della  creazione nel 2016).

Alcuni esempi.

Parrot ha presentato un nuovissimo drone agricolo. Bluegrass è un quadricottero dotato di telecamera Full HD che consente di monitorare i terreni e le mandrie. Un sensore multispettrale analizza la quantità di luce che le piante riflettono, ciò consente di determinare lo stato di salute delle coltivazioni. Inoltre può mappare 30 ettari in 25 minuti.

Rendimenti da sei a otto volte più alti senza pesticidi. Questa è la promessa di MyFood con la sua serra ultra connessa. Per raggiungere questo obiettivo, l’azienda utilizza le tecniche di permacoltura e acquaponica (le radici delle piante sono a contatto con l’acqua dell’acquario alimentata da escrementi di pesce). Alimentato da pannelli solari e venduto da 8 mila euro, l’installazione non richiede più di 20 minuti di manutenzione al giorno. Ed è possibile controllare lo stato della serra in qualsiasi momento grazie all’applicazione dedicata.

Un’azienda dell’Alta Savoia ha presentato un robot per la mungitura che può raccogliere il latte di 60 mucche. Tutto è automatico: le mucche arrivano quando vogliono e vengono riconosciute dal dispositivo grazie al loro collare elettronico.

Riccardo Milani