#FridaysForFuture, gli studenti invadono le piazze di tutto il mondo

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Marcia per il clima à Parigi, 15 marzo. ©Riccardo Milani

La giornata di oggi passerà alla storia della lotta per il clima, con una sedicenne protagonista: Greta Thunberg, proposta per il Nobel per la pace. Lo sciopero salva-pianeta è un evento record. Dagli Stati Uniti all’Africa, dall’India alla Turchia, dalla Francia all’Italia. Gli adolescenti di ogni Paese hanno risposto all’appello di Greta e sono scesi nelle strade per il «Global Strike for future», lo «sciopero globale per il futuro». Una protesta di massa che tocca tutti i continenti e coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi, con un’unica richiesta: interventi concreti, subito, per bloccare il riscaldamento globale e garantire un futuro alle donne e agli uomini di domani. Studenti di licei e scuole medie hanno invaso le strade del pianeta con lo striscione di Friday is Future con le scritte “Cambiamo il sistema non il clima” e “Non esiste un pianeta B”.

L’altissima partecipazione era però prevista dato che all’ultimo appello lanciato da Greta su Twitter quattro giorni fa avevano aderito movimenti di studenti di 123 Paesi diversi, con manifestazioni previste in 2052 città ai quattro angoli del pianeta. Da settimane il nuovo movimento degli studenti, trainato da Greta e da altri giovani leader ambientalisti, chiede a gran voce ai governi dei rispettivi Paesi politiche più incisive contro il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra.

Ispirandosi alle gesta di Greta, in Europa ogni venerdì vengono organizzati i Fridays For Future, giornate in cui i giovani europei si ritrovano nelle piazze delle loro città per far sentire la propria voce e chiedere ai governi di scendere seriamente in campo nella lotta ai cambiamenti climatici.

 

Riccardo Milani