Tributo a Elio Ciol, un Maestro della fotografia, che da sessant’anni scrive con la luce

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“Il Consiglio regionale, per i suoi 90 anni, è orgoglioso – ha
detto il presidente del Consiglio regionale inaugurando la mostra
“Tributo a Elio Ciol” – di ospitare negli spazi espositivi della
sede in cui vengono concretizzate le regole della convivenza
civica della comunità regionale una rassegna di straordinarie
fotografie dedicate al nostro territorio, monito per noi a
salvaguardare questo patrimonio che egli ha immortalato con i
suoi scatti.

“Ciol ha fissato sulla pellicola la storia, l’identità, la
cultura e la tradizione del nostro Friuli. E’ stato testimone
attento della nostra comunità ed ha fatto sì che essa sia
riconosciuta nel mondo per il livello artistico e per le sue
peculiarità”.

Nato a Casarsa della Delizia nel 1929 non ha mai lasciato la sua
terra natia, ne ha però portato il nome nel mondo con i suoi
racconti per immagini. Autore di oltre 190 fotolibri che gli sono
valsi prestigiosi riconoscimenti internazionali, “nella sua lunga
attività professionale ha tracciato un affascinante itinerario
fotografico di ricerca per esprimere il suo personalissimo modo
di vedere e di comunicare”.

Spazio, per il presidente del Consiglio, anche ai ricordi
personali, sia di studente di architettura a Venezia dove Ciol
era fra i grandi maestri insieme a Fulvio Roiter e a Italo Zanier
che hanno fatto della fotografia una espressione architettonica e
artistica lasciando una lezione molto importante; sia di giovane
amministratore a Talmassons dove in occasione dell’inaugurazione
del ristrutturato municipio alla presenza del presidente della
Repubblica Scalfaro nel 1993 Ciol  scattò una serie di foto del
comune ancora esposte nella sede municipale.

“Vogliamo dire grazie al Maestro per tutto ciò – ha detto infine
Zanin consegnandogli il sigillo del Consiglio regionale con
l’effige del guerriero longobardo -: un simbolo tra i più
prestigiosi della nostra Assemblea a un artista anch’egli
“guerriero”, armato di macchina fotografica”.

Presente all’inaugurazione della mostra, che lo stesso Elio Ciol
ha allestito coadiuvato dal figlio Stefano, anche il sindaco di
Casarsa Lavinia Clarotto che ha ringraziato a nome della sua
comunità per la possibilità di festeggiare in questa sede il
Maestro con foto che testimoniano quanto prezioso sia il nostro
territorio.

“Elio Ciol è un orgoglio di Casarsa” – ha detto Clarotto
ricordando anche le foto, qui esposte, di Pier Paolo Pasolini che
a Casarsa nel 1945 fondava l'”Academiuta di lenga furlana”, e
sottolineando la generosità del maestro che ha donato al Comune
oltre 500 scatti, ora a disposizione di chi volesse organizzare
delle mostre.

“Le sue foto sono poesia, parlano al cuore e agli occhi: l’invito
è ad assaporarne tutte le tonalità” – ha detto infine ricordando
che Ciol fu chiamato da David Maria Turoldo come fotografo di
scena nel 1962 per il film “Gli ultimi”, diretto da Vito
Pandolfi.

“Grazie a tutti coloro che in questi anni hanno apprezzato e
valorizzato il mio lavoro, fatto – ha detto infine il Maestro –
a servizio della comunità e come espressione personale, ma sempre
messo a disposizione di tutti”.

La mostra sarà visitabile fino a metà maggio, dal lunedì al
venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30.

Elio Ciol nasce a Casarsa della Delizia (Pordenone) nel 1929.

Inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre, acquisisce esperienza tecnica ed elabora un personale modo di esprimersi attraverso la fotografia, soprattutto riguardo al paesaggio. È sempre alla ricerca di nuove dimensioni espressive. Dal 1955 al 1960 è attivo nel circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 partecipa come fotografo di scena al film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e Padre David Maria Turoldo. L’anno dopo, 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla realizzazione della Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e il linguaggio delle immagini. Ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Sue fotografie sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche, in Italia e all’estero.  Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attività.  Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant’anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. È autore di numerosi libri fotografici.

Alcuni dei riconoscimenti più recenti:

1992, Londra, Premio Kraszna Krausz per il fotolibro Assisi, a pari merito con i libri di Sebastio Salgado, Paul Strand e Irving Penn;

1995, Spilimbergo, Premio Speciale Friuli Venezia Giulia Fotografia;

1996, Londra, Premio Kaszna Krausz per il fotolibro Venezia a pari merito con Robert Doisneau, Eric Hartmann e Naomi Rosemblum;

1997, Amsterdam, World Press Photo, terzo premio nella categoria Natura e Ambiente; 2003, Padova, Premio Foto – –

Padova 2003 per il miglior fotolibro con il volume Ascoltare la luce.

Vive e risiede tuttora nella cittadina friulana di Casarsa.

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