Viva Technology 2019: l’Evento europeo per le startup

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Salone VivaTechnology di Parigi, maggio 2019.

Spazio condiviso da multinazionali e nuove imprese. Che così possono guardarsi, conoscersi: e magari iniziare a lavorare assieme. Questo è VivaTech, così la chiamano i francesi. Il salone tecnologico di Parigi ha appena chiuso le sue porte. Tre giorni che ha visto Viva Technology crescere, allargarsi, aumentare di superficie e di volume e guadagnare un crescente consenso di pubblico. Il Governo francese, fra crisi interne, manifestazioni di gilet gialli ed elezioni europee, dimostra quanto la nazione intera punti su questo rinnovato spirito imprenditoriale per rilanciare la propria economia. I segnali, come detto, sono tutti positivi. Tante startup e tante big-corp, un dettaglio interessante: quando una grande azienda decide di acquistare uno spazio per sé, per essere presente in fiera, viene chiesto di dividere a metà quei metri quadri con le startup. “50 e 50”. A VivaTech si cammina tra lo stand di AWS, Citroen, Huawei, Alibaba e quello di decine di startup che lavorano sulla robotica. Ci sono grandi gruppi del lusso, della moda, del benessere e della cosmesi presenti come LVHM o L’Oreal: fanno parte delle più grandi realtà francesi, e hanno capito che il futuro è digitale, sia per quanto attiene la gestione del processo produttivo, sia per tutta la catena del valore che va dalla fabbrica al punto vendita.
“Startup, restate in Italia e portate dall’estero nuovi talenti e progetti” è stato l’appello arrivato a margine della presentazione del Fondo Nazionale per l’Innovazione, evento che ha visto il coinvolgimento dei principali fondi di investimenti, business angel, startup dell’ecosistema dell’innovazione italiano, tutti riuniti alle Officine Grandi Riparazioni di Torino dello scorso marzo. Appello accolto in pieno dalle startup italien per VivaTech. Un intero angolo della fiera, proprio vicino al palco dedicato ai CEO che parlano al pubblico durante l’evento, è riservata alle startup italiane del Sud Italia, una buona notizia chemostra la ricchezza del nostro patrimonio di nuove imprese. Soprattutto in contesti nei quali è palese l’impegno di nazioni come la Francia, il Regno Unito, la Spagna e molte altre ancora, che sostengono in modo diretto la presenza dei propri campioni: non abbiamo una struttura come Station F o un team come quello di Business France, ma l’Italia sta migliorando e questo segnale è senz’altro positivo.

Riccardo Milani