La problematica dei cambiamenti climatici: una questione che riguarda tutti

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I recenti scioperi per il clima organizzati in molte città italiane e non, hanno portato sempre di più alla ribalta una problematica che non tutti riescono ancora a considerare come di primaria importanza, ossia il lento ma costante processo di cambiamento climatico, che arriva a provocare degli effetti sempre più marcati nella vita di tutti i giorni.

L’Italia non è di certo unsso e vi sono delle importanti evidenze a supporto di questa tesi, soprattutto se confrontiamo il numero di anomalie climatiche presenti in tutte le regione italiane, senza dimenticare anche la nostra area di competenza, ossia quella adriatica.

Nel previsioni nel medio-lungo periodo non sembrano lasciare molte speranze; si prevede che la temperatura media potrà variare sensibilmente con un aumento compreso tra i 2 ed i 5 gradi nell’arco del prossimo secolo… siccità, notti roventi, ma anche cambi repentini di clima che possono portare a fenomeni temporaleschi anche estremi, con problematiche importanti per il settore agricolo e non solo.

I cambiamenti climatici cosi repentini possono portare difficoltà anche all’interno delle nostre abitazioni, rendendo difficile il creare quel cosiddetto senso di benessere abitativo, che ci consente di percepire all’interno di casa una temperatura ideale, senza soffrire sbalzi termici importanti durante i mesi più caldi e quelli più freddi.

Composizione e caratteristiche della regione climatica adriatica

In una situazione soggetta sempre più alla creazione di anomalie climatiche, è importante possedere una reale conoscenza di quelle che sono le caratteristiche che contraddistinguono il territorio dell’adriatico.

Come molti di voi sapranno, è possibile fare una suddivisione climatica del territorio italiano per regioni, questo vuol dire che ogni area presenta delle sue caratteristiche peculiari che la differenziano dalle altre.

Il territorio adriatico possiede proprio per la presenza del mare alcune caratteristiche che lo rendono una regione climatica a se, per questo di seguito andiamo a vederne l’attuale composizione.

La regione climatica adriatica comprende l’intera area costiera situata tra il Golfo di Trieste ed il territorio del Gargano in Puglia, di conseguenza si tratta di una zona molto vasta ma che possiede dei tratti similari.

Il clima è ovviamente condizionato dal Mare Adriatico, un mare che con la sua presenza riesce a mitigare le temperature anche se non in misura eccessiva, a causa della poca profondità ed estensione. Queste due caratteristiche, unite anche alla scarsa capacità delle Alpi Giulie nel Friuli Venezia Giulia di bloccare l’ingresso delle correnti d’aria, fa si che la parte centro-settentrionale venga spesso lambita da correnti fredde che scorrono da nord a sud (è questo il caso della Bora, che soffia in alcune aree del nord-est).

Di conseguenza la regione climatica adriatica presenta:

  • Inverni freddi e particolarmente ventosi;
  • Primavere piovose, ma non al livello della regione tirrenica (questo è dovuto anche al blocco dei venti umidi provenienti dal Mar Tirreno che trovano sulla loro strada gli Appennini);
  • Estati calde ed afose.

L’estensione verticale di questa area climatica fa si che la sua parte meridionale presenti un clima decisamente più mite, con precipitazioni particolarmente scarse e possibilità di periodi di siccità (in particolare nell’area della Puglia).

Il clima adriatico e la necessità di proteggere termicamente le nostre abitazioni

La conformazione metereologica dell’area, unita ai cambiamenti climatici, sta rendendo queste condizioni ancor più marcate, con la possibilità di alternare periodi freddi e particolarmente ventosi ad altri periodi afosi e con una marcata siccità.

Tutto questo può avere una conseguenza diretta sulle nostre abitazioni? Certamente si!

In una zona climatica come quella adriatica, il fenomeno delle dispersioni termiche risulta essere all’ordine del giorno, considerando anche che buona parte degli edifici che possiamo trovare sul territorio risale ad almeno 20-30 anni fa, se non oltre.

In case e condomini che non hanno ricevuto dei reali interventi di isolamento termico, la presenza di inverni freddi e ventosi e di estati calde ed afose può rappresentare un problema di non poco conto in termini di spesa energetica; un appartamento non isolato correttamente è obbligato a produrre più energia del necessario per mantenere una buona temperatura interna costante, questo perché in inverno non si riesce a conservare il caldo generato dai termosifoni, che viene dissipato verso l’esterno, mentre in estate non si riesce a conservare il fresco ottenuto con i sistemi di condizionamento, che al loro posto fanno strada all’ingresso di aria calda ed umida dall’esterno.

Tutto questo accade perché la casa non è dotata di una reale barriera termica, e la costante interazione con l’ambiente esterno, rischia di generare dispersioni termiche importanti.

Ecco perché nel nostro territorio è importante fare in modo che prenda sempre più piede la pratica dell’isolamento termico, un buon rimedio al verificarsi dei cambiamenti climatici, per contribuire a far si che si possa raggiungere un buon livello di risparmio in casa (non tutti sanno che da questo aspetto deriva un automatico miglioramento della classe energetica dell’edificio, che può essere facilmente attestato e consente di ottenere una valutazione migliore in sede di vendita) e anche per dare un piccolo contributo alla salvaguardia dell’ambiente esterno (non dimentichiamo che il continuo utilizzo di riscaldamenti e condizionatori crea importanti immissioni nell’ambiente, che unite insieme non fanno di certo bene a un pianeta già particolarmente fragile).

Se si decide di isolare casa si può farlo in modi diversi, l’importante è far si che la ditta prescelta sappia consigliare il metodo più idoneo. Chi ha modo sfrutta l’installazione dei cappotti termici, pannelli isolanti applicati direttamente sulla facciata dell’edificio che consentono di proteggere dalle dispersioni termiche, ma non sempre è possibile poterne godere a causa dei permessi richiesti (è il caso dei condomini, o anche di edifici sottoposti a vincoli architettonici). Un’alternativa ancora poco conosciuta ma che sta prendendo particolarmente piede è quella relativa all’isolamento delle pareti interne, in particolar modo dove sono presenti le intercapedini, responsabili di generare delle notevoli dispersioni termiche e che per questo necessitano di essere coibentate; in questo caso il modo migliore è quello di ricorrere alla tecnica dell’insufflaggio, che prevede l’inserimento di schiume isolanti che eliminano gli spazi vuoti presenti nelle intercapedini e minimizzano le dispersioni.

Qualunque sia il tipo di intervento che decidete di effettuare è sicuramente un lavoro che porta a dei benefici, soprattutto se il vostro immobile è datato e mai stato sottoposto ad interventi di isolamento; il già particolare clima della fascia costiera adriatica e il manifestarsi di cambi climatici sempre più repentini ed importanti per intensità non devono mai farci abbassare la guardia.

 

 

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