Spostiamo le scadenze al 20 luglio

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“Entro oggi, contribuenti e professionisti sono chiamati ad affrontare una valanga di scadenze fiscali che, sommandosi pericolosamente, rischiano di causare il tracollo del sistema produttivo e contributivo nazionale, già fortemente provato dalla crisi epidemiologica ed economica in corso”.

Lo afferma il Prof. Giuseppe Valditara, promotore di ‘Lettera 150’, il think tank che riunisce circa 250 esperti tra accademici, scienziati ed ex magistrati ed a cui si sono aggiunti numerosi professionisti e imprenditori. “Chiediamo attenzione – prosegue Valditara – al delicato rapporto fra chi produce e chi gestisce gli aspetti amministrativi e tecnici delle aziende italiane. Gli slittamenti in avanti dei saldi delle imposte hanno prodotto accumuli pericolosi che rischiano di affondare irrimediabilmente interi settori strategici del Pil nazionale. Impensabile imporre un tale carico di lavoro nel rigore previsto dagli adempimenti per i commercialisti e le imprese chiamati a compiere i versamenti all’erario”.

 

“Serve una presa di posizione da parte del Governo Conte in termini di ragionevolezza per scongiurare una situazione paradossale in cui c’è in gioco la tenuta economica del Paese, anche in chiave occupazionale oltre che produttiva”, aggiunge l’avvocato Patrizia Polliotto, legale d’impresa e sottoscrittore di ‘Lettera 150.

 

Luca Asvisio, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Torino, aderente a Lettera 150, in questi giorni si è espresso a nome dei 120mila iscritti alla categoria, lamentando “i giorni di fuoco per nulla facili da gestire, nei quali, accanto all’ordinaria amministrazione dell’anno fiscale in corso, si sono aggiunte tutte le novità relative ai vari DPCM varati dall’esecutivo che hanno reso ancor più difficile, complesso e costante il rapporto con una clientela giustamente alle prese con pressanti richieste di aiuti e chiarimenti”.

 

E Luciano Platter, presidente emerito di Federfarma Torino, e aderente a Lettera 150, aggiunge: “E’ assolutamente scorretto da parte del governo, dopo mesi di lock- down, di smart working e di difficoltà di ogni genere, pretendere che il coacervo di pratiche in scadenza vengano liquidate senza ritardo! Questo atteggiamento è irrispettoso del lavoro di migliaia di professionisti che invocano una proroga non certo per loro convenienza, ma unicamente per poter svolgere al meglio un lavoro assai delicato in favore dei loro assistiti. Non si può che consigliare di posticipare il pagamento al 20 agosto, ovviamente sottoponendosi all’ennesimo balzello dello 0,4% ma, almeno, con la sicurezza di evitare penalità per errori formali”.

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