La regione delle madri, i paesaggi di Osvaldo Licini

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La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini

Ben 90 oli e 30 disegni, di cui 33 del periodo figurativo, 9 dipinti astratti degli anni Trenta e i rimanenti degli anni Quaranta e Cinquanta, provenienti da importanti collezioni pubbliche italiane e straniere. A fine luglio è stata inaugurata “La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini”, esposizione promossa dalla Regione Marche e organizzata dal Comune di Monte Vidon Corrado in collaborazione con il Centro Studi Osvaldo Licini dedicata interamente all’artista e alla sua terra.

La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini

La mostra è curata da Daniela Simoni, da tredici anni alla guida del Centro Studi Licini, con la collaborazione di Stefano Bracalente, Nunzio Giustozzi, Mattia Patti, Stefano Papetti e Massimo Raffaeli. E’ ospitata nel Centro Studi e nella Casa Museo di Monte Vidon Corrado, per l’artista luogo della creazione, e indaga il rapporto tra Licini e il paesaggio marchigiano, le vedute francesi e quelle svedesi, le fonti pittoriche e quelle letterarie, il paesaggio descritto nelle lettere e quello disegnato o dipinto, la sua interiorizzazione e le proiezioni cosmiche degli ultimi anni.

La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini

La curatrice Daniela Simoni così spiega: “La mostra mette in luce il profondo legame di Licini con la sua terra e la dimensione europea della sua cultura. Molti i capolavori, ma anche le opere poco conosciute, qualcuna mai esposta, raccolti all’interno del denso percorso che si articola per nuclei tematici tra il Centro Studi e la Casa Museo”. Tra i paesaggi in mostra (Marina del 1921, Paesaggio marchigiano del 1925, Colline marchigiane del 1927, Capriccio n. 2 del 1932, Bilico del 1933, Personaggio del 1945, Angelo su fondo rosso del 1950, Omaggio a Cavalcanti 1954, Amalassunta Luna del 1946) si rileva il passaggio da un realismo geometrico e interiore a un primitivismo fantastico a un astrattismo siderale a un antropomorfismo che produce personpaesaggi, per giungere via via a risoluzioni enigmatiche cosmiche fluttuanti sinuose originarie.

Un’occasione unica, insomma, di ammirare i paesaggi di Licini nella sua casa, confrontandoli con le vedute meravigliose che sigodono dalle finestre. Un’occasione per riflettere sull’opera del grande artista marchigiano, uno tra i più raffinati e originali interpreti dell’astrattismo novecentesco, proponendo all’attenzione del pubblico una inedita immagine del suo percorso poetico: il profondo e indiscusso legame con il paesaggio.

Riccardo Milani

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