Porto di Ancona, incendio devastante all’interno dello scalo

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Un grosso incendio con frequenti e forti esplosioni è scoppiato ieri sera poco dopo le 23 nella zona ex Tubimar, il cuore produttivo del porto di Ancona. Sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco, oltre al personale di Ancona sono arrivate squadre pure da Macerata e Pesaro con 12 autobotti e due autoscale. Verso le 2 di notte i pompieri sono riusciti a mettere sotto controllo il rogo.

L’incendio si è sviluppato in uno dei capannoni e il rogo, alimentato anche dal vento, si è allargato anche al deposito di Ancona merci. Si è sprigionata una nube nera impressionante. Le fiamme hanno devastato l’ex Tubimar minacciando anche un deposito di metano. Il rogo lambisce l’asse attrezzato che collega la città al porto.

Le fiamme avrebbero distrutto alcuni camion e le strutture dei capannoni interessati, dove potrebbero trovarsi solventi, vernici e altri materiali potenzialmente tossici. Nella zona ci sono una ditta che produce azoto liquido, una centrale elettrica, un impianto di metano. Sul luogo anche mezzi della Protezione civile della Regione Marche e del Comune di Ancona.

Scuole chiuse ad Ancona

A seguito dell’incendio di vasta portata che si è sviluppato nella notte nell’area ex Tubimar nella zona portuale di Ancona e della nube che si è sprigionata, i cui effetti sono avvertibili in buona parte del capoluogo, a titolo precauzionale l’Amministrazione comunale ha deciso la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e delle sedi universitarie per la giornata odierna. Resteranno chiusi anche parchi e impianti sportivi. L’assessore alla Protezione civile, Stefano Foresi, che ha seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione (sul posto decine di autobotti dei VVFF anche da fuori provincia) raccomanda di limitare gli spostamenti in attesa dei rilievi delle autorità sanitarie.

Rimanere in casa con le finestre chiuse

Il Comune che ha invitato gli abitanti a tenere le finestre chiuse in via precauzionale, in attesa dei risultati delle analisi dell’Arpam e dell’Asur.

Chiuse tutte le attività pubbliche

A seguito dell’incendio che si è sviluppato nella notte nell’area ex Tubimar in zona portuale, sono sospese in data odierna le attività al pubblico (Pinacoteca Ancona, Mostra Letizia Battaglia Ancona, La Mole Ancona e Biblioteca Comunale Ancona) in attesa dei risultati e delle indicazioni delle autorità sanitarie.

Le testimonianze

Testimoni raccontano di avere sentito diversi boati. «Abbiamo sentito diverse esplosioni, almeno tre, dall’una meno un quarto in poi. Poi il fuoco e le sirene dei mezzi di soccorso. Abbiamo pensato subito a quello che è successo a Beirut, è inevitabile»: queste le parole all’AdnKronos di una dipendente di un hotel della zona vicino al porto. «C’è molto fumo nero, il vento però non lo sta portando verso il centro della città, ma verso sud, verso l’interno. Si sente un fortissimo odore che sembra di plastica bruciata». Non si segnalano vittime né feriti. I mezzi delle forze dell’ordine hanno “cinturato” la zona, ma le attività del porto sono riprese. Un’altra testimonianza è quella di un camionista greco, che sempre all’AdnKronos ha raccontato: «Stavo ancora guidando quando ho sentito cinque, sei esplosioni una dopo l’altra, come fossero spari. Mi sono fermato di colpo e davanti a me il fuoco. Enorme, violento. Sembrava Beirut, ho creduto di morire, di saltare in aria». L’uomo racconta la sua paura: «Sarà stata mezzanotte, ma fino all’una il fuoco ha continuato a crescere minaccioso ho avuto paura ma non potevo andarmene, lasciare lì il mio camion. Così ho aspettato e pregato».

Le prime ipotesi sulla causa

Un rogo partito dopo il corto circuito elettrico a una delle attrezzature, forse un muletto da caricamento, presenti in un capannone. È una delle prime ipotesi sulle cause dell’incendio. «Non ci sono elementi perché l’incendio si possa considerare doloso e ancora è presto per stabilirne le cause. Per fortuna non ci sono vittime né intossicati». Così una fonte investigativa.

 

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