Il Premio Nobel Roger Penrose apre un ciclo di conferenze sulla quantistica

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È stata intitolata “Le leggi della natura” (Laws of Nature) la nuova iniziativa del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste capitanata dal prof. Angelo Bassi, che, assieme ai colleghi Dirk-André Deckert di LMU Munich e Ward Struyve di KU Leuven, vuole promuovere lo scambio di idee fisiche, filosofiche e matematiche nel campo della meccanica quantistica.

Ad aprire il ciclo di incontri mensili calendarizzati da aprile a luglio sarà il neo Premio Nobel Sir Roger Penrose (University of Oxford) con una conferenza d’apertura che si svolgerà giovedì 8 aprile 202 alle ore 16, intitolata “Come grande e piccolo si interconnettono nella relatività generale e nella meccanica quantistica”.

Il Professor Roger Penrose, matematico, fisico e cosmologo inglese, è stato il vincitore del Premio Nobel per la Fisica 2020 per aver dimostrato che la teoria della relatività implica la formazione dei buchi neri. Egli, infatti, una decina di anni dopo la morte di Einstein, dimostrò come si possono formare i buchi neri e ne descrisse estesamente le proprietà grazie a diverse soluzioni matematiche innovative.

Il prof. Bassi non è nuovo a questo tipo di eventi: a marzo del 2020 aveva organizzato a Trieste un workshop di alto livello intitolato “The Quantum and the Cosmos” a cui il Prof. Penrose aveva accettato di partecipare con un seminario sui suoi studi.

Il seminario dell’8 aprile rappresenta un’opportunità unica per ascoltare le parole del Premio Nobel, ospite “virtuale” di un’iniziativa di un docent dell’Università di Trieste.

Sul sito web dell’iniziativa si possono trovare le informazioni utili per accedere al seminario del Prof. Penrose e a quelli successivi (Laws of Nature Series (laws-of-nature.net).

NOBEL LAUREATE PROFESSOR SIR ROGER PENROSE

Title: How the Large and Small Interrelate in General Relativity and Quantum Mechanics

Abstract: Despite much theorizing on how quantum theory might modify general relativity at extremely tiny scales, thereby resolving the space-time singularity problem, there are strong reasons for believing that this cannot provide an overall solution. On the other hand, conformal geometry, relating large to small—a remote expanding future to an initiating big bang—leads to important thermodynamical insights and confirmed observations of previously unexpected effects. On the quantum side, the most troublesome and fundamental issue is the measurement problem—or collapse of the wave-function—and here I argue that it is in the large effects of tiny gravitational fields where we must find our answers.

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