A febbraio la produzione dell’industria automotive italiana fa un passo indietro e chiude a -8,8%

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Un dato che, nel contesto di un mercato auto che stenta a recuperare appieno e di un ricorso alla cassa integrazione ancora elevato, rafforzano la necessità di rifinanziare le misure di sostegno alla domanda

A febbraio 2021, secondo i dati ISTAT, la produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme1 registra una flessione tendenziale dell’8,8%, mentre chiude il primo bimestre del 2021 a -3,1%. Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, a febbraio 2021 l’indice della fabbricazione di autoveicoli2 (codice Ateco 29.1) registra il primo segno meno dopo ben sette variazioni positive consecutive su base annua, -13%, mentre diminuisce dell’1,8% nel primo bimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2) resta in flessione sia nel mese (-7,8%) che nel cumulato (-11,5%), e quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori3, che era risultato in calo tendenziale a gennaio, cresce del 3,9% a febbraio e del 2,4% nel periodo gennaio febbraio 2021. Secondo i dati preliminari di ANFIA, a febbraio 2021 la produzione domestica di autovetture, dopo sette mesi consecutivi in crescita, scende a -26% rispetto a febbraio 2020 e porta la flessione da inizio anno a -5% rispetto al primo bimestre 2020. Il comparto produttivo automotive si colloca nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva ancora in ribasso a livello tendenziale: a febbraio 2021, infatti, l’indice della produzione industriale nel suo complesso4 chiude a -0,6% e risulta in flessione dell’1,4% nei primi due mesi dell’anno. Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) è in calo del 7,7% a gennaio, ultimo dato disponibile (-7,2% sul mercato interno e -8,8% sui mercati esteri) e chiude a -4,1% l’intero 2020 (-4% il mercato interno e -4,2% il mercato estero). 1 Codice Ateco 29: fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (esclusi penumatici). 2 Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti. 3 Codice Ateco 29.3, non include pneumatici. 4 Corretto per gli effetti di calendario: i giorni lavorativi sono stati 20 a febbraio 2021, come a febbraio 2020 (è escluso il comparto Costruzioni). A partire dal 2018, gli indici della produzione industriale sono diffusi da ISTAT nella nuova base di riferimento 2015=100 (fino allo scorso mese la base era 2010=100). 2 “Nel secondo mese dell’anno la produzione automotive fa un passo indietro e risulta in flessione, dopo 4 mesi consecutivi con il segno positivo – afferma Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Tra i vari comparti produttivi automotive, solo la componentistica presenta un indice della produzione in crescita (+3,9%), invertendo la tendenza rispetto allo scorso mese di gennaio e chiudendo il bimestre a +2,4%, mentre la produzione di autovetture segna una contrazione del 26% rispetto a febbraio 2020. Questi dati, nel contesto di un mercato auto che stenta a recuperare appieno e di un ricorso alla cassa integrazione ancora elevato – a febbraio 2021 la CIG del settore automotive è aumentata del 48% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, toccato dai primi effetti della pandemia – a cui si sommano la crisi di approvvigionamento e i rincari ancora in corso di acciaio, materie prime plastiche e semiconduttori, rafforzano la necessità di rifinanziare le misure di sostegno alla domanda. Mi riferisco, in particolare, agli incentivi all’acquisto di nuove autovetture della fascia emissiva 61-135 g/km di CO2, recentemente esauriti, e agli incentivi per il ricambio del parco dei veicoli commerciali leggeri – anch’essi esauriti da tempo se si eccettua il plafond specificamente dedicato ai veicoli elettrificati – da rinnovare con il vincolo della rottamazione. Infine, manca poco alla consegna al Parlamento europeo della proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza attualmente all’esame del Senato, prevista entro il 30 aprile. Auspichiamo che le nostre richieste per accompagnare le imprese della filiera nel processo di transizione industriale con adeguati interventi a sostegno, raccolti in un vero e proprio piano dedicato, diventino presto realtà per il comparto”. A gennaio 2021 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli dall’Italia vale 1,59 miliardi di Euro, mentre l’import vale 2,16 miliardi di Euro. La Germania rappresenta, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli per l’Italia, con una quota del 16,8%, seguita da Stati Uniti (16,5%) e Francia (15,1%). Nell’intero 2020, l’export di autoveicoli vale 18,7 miliardi di Euro, mentre l’import ammonta a 24,3 miliardi di Euro, confermando la bilancia commerciale negativa legata all’elevata penetrazione di veicoli esteri sul mercato nazionale. Il fatturato5 del settore automotive nel suo complesso, invece, presenta una variazione positiva del 3,5% a gennaio, grazie ad una componente interna in crescita del 13,5% (-7,5% la componente estera). Nell’intero 2020, il fatturato cala del 13,5% (-11,9% il fatturato interno e -15,7% quello estero). Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta un incremento dello 0,9% nel mese di gennaio, (+6,2% la componente interna e -3,2% la componente estera). Nel periodo gennaio-dicembre 2020 l’indice del fatturato registra una flessione del 13,8%, con una componente interna in diminuzione del 14,4% (-13,3% il fatturato estero).

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