Debutto teatrale per il Festival del Giornalismo culturale, a Urbino

229

Come ogni anno, il Festival del Giornalismo culturale aggiunge un pezzo al proprio repertorio: questa volta tocca al teatro. Sabato 9 ottobre, al termine della seconda giornata di panel, andrà in scena lo spettacolo “Vocabolario politichese italiano 1946-2021. Un recital allegro e disperato sulle parole della politica”, a cura di Paolo Di Paolo. In questo nuovo debutto, che avverrà al Teatro Sanzio di Urbino, alle 21.30, sul palco saliranno gli attori Diana Manea e Simone Francia di Emilia Romagna Teatro, introdotti da una lettura del presidente del Festival, Piero Dorfles. Tuttavia, la vera protagonista sarà l’evoluzione del linguaggio connesso all’ambito politico, dal Dopoguerra a oggi, sia di quello usato da chi la politica la fa, sia di quello proprio di chi la politica l’ha raccontata e la racconta tuttora.

<Più che uno spettacolo, sarà una lettura animata – spiega Di Paolo, scrittore e autore teatrale -. Sul palco, gli attori – narratori saranno circondati da oggetti scenici evocativi, anche del contesto giornalistico, e saranno accompagnati da spezzoni video e audio. L’idea è di costruire uno spazio di racconto in cui mostrare come la lingua della politica e della sua narrazione sia cambiata. La sensazione che potrebbe dare è che sia peggiorata, ma il dato effettivo è che si è velocizzata e quest’accelerazione si noterà anche nella lettura, man mano, perché il parlare della politica di oggi ha un ritmo diverso rispetto a 50 anni fa. Il racconto passerà dalle testimonianze dei più grandi giornalisti che hanno raccontato le facce del potere italiano, dai ritrattisti fino ai cronisti parlamentari, come Oriana Fallaci, Giorgio Bocca, Indro Montanelli, Enzo Biagi. Perciò si potrà sentire, per esempio, l’incipit di un discorso di Aldo Moro, seguito dal ritratto che ne faceva un giornalista, o magari uno di Romano Prodi e poi ciò che di lui raccontava Montanelli. In circa un’ora di letture, immagini e audio, struttureremo la traversata del vocabolario del politichese italiano>.

Lo spettacolo che andrà in scena a Teatro Sanzio, oltre a rappresentare una prima per il Festival, è esso stesso un inedito: <L’ho concepito proprio per questo evento, poi vedremo se darne seguito – afferma Di Paolo -. Attraverso esso, gli spettatori potranno vedere il confronto tra spezzoni degli anni d’oro delle tribune parlamentari in bianco e nero, quando c’erano tempi cronometrati e rispetto per l’avversario politico, e dei talk moderni, in cui le voci si sovrappongono. Non ci sarà un giudizio di merito, ma si tratterà di constatare cosa sia cambiato e come il paesaggio del racconto sia irriconoscibile, oggi, rispetto all’immediato Dopoguerra. L’ho definito allegro perché la politica è simile all’esistenza, contiene una serie di movimenti d’umore che c’entrano con le passioni della vita stessa, ma anche disperato perché, nonostante non contenga un giudizio, a volte l’impoverimento del lessico o l’eccessiva velocità danno un senso di sconforto: quando la complessità si riduce a una somma di tweet che si accavallano, è ovvio che viene minata e non dà speranza. Voci narranti saranno Diana Manea e Simone Francia, ma sul palco salirà anche il presidente Piero Dorfles. L’apertura dello spettacolo sarà in mano a lui, che lo introdurrà leggendo un testo del giornalista e storico Enzo Forcella che racconta la parabola della narrazione politica italiana>.

Nel rispetto delle norme sul distanziamento e in base alle misure per il contenimento della diffusione del Covid-19, la partecipazione allo spettacolo di Paolo Di Paolo sarà gratuita come per tutti gli altri eventi del Festival, ma a numero chiuso, con obbligo di prenotazione, di uso della mascherina e di possesso del Green Pass. Per riservare un posto basterà andare sul sito www.festivalgiornalismoculturale.it, dove si potrà consultare l’intero programma e rimanere aggiornati sulle conferme o aggiunte di ospiti.

Il Festival del giornalismo culturale è organizzato dall’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino e dall’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, con il contributo della Regione Marche e di Sviluppo Marche Srl (Svim), in collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche e con il patrocinio del Parlamento europeo, della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Senato della Repubblica e della Regione Marche. Media partner sono Rai Cultura, Rai News 24, Rai Radio 3, TGR, Ansa, Consiglio nazionale delle ricerche e liveMED. Si ringraziano il LaRiCA, la Rete di scuole di Pesaro e Urbino, il Paese dei Balocchi, l’Eremo di Fonte Avellana, la Basilica di Santa Croce al Chienti e gli sponsor TVS e Cassa di risparmio di Pesaro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here