Mutui, metti la surroga sotto l’ombrellone

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Inflazione, rialzo dei tassi e tensioni geopolitiche possono rendere conveniente affrettarsi a sostituire un mutuo variabile con un tasso fisso o variabile con Cap

La surroga cambia pelle. Dopo il successo degli ultimi anni che ha permesso a migliaia di famiglie italiane di rivedere le condizioni dei propri mutui arrivando a risparmiare diverse migliaia di euro di interessi lungo il corso di vita del finanziamento, cosa ne è stato di questa opzione nell’ambito del nuovo scenario macroeconomico e di politica monetaria che stiamo vivendo?

«Con i tassi d’interesse ai minimi storici, fino a pochi mesi fa la soluzione della surroga era semplice da valutare», ha spiegato Angelo Spiezia, amministratore delegato di Telemutuo. «Per chi aveva un vecchio mutuo a tasso variabile era conveniente trasferire il finanziamento verso un’altra banca, optando per un tasso fisso più conveniente capace di mettere al riparo dalle oscillazioni dei mercati. L’opzione della surroga era interessante anche per chi disponeva già di un mutuo a tasso fisso, stipulato quando l’indice Irs aveva un valore più alto. Cambiando banca e prodotto si poteva, infatti, migliorare la convenienza del proprio finanziamento surrogando a un tasso più basso e beneficiando di una quota di interessi più contenuta, soprattutto per i prestiti ancora giovani».

Il quadro è cambiato radicalmente nel corso del 2022, con un ricorso alla surroga che è andato progressivamente affievolendosi per due ragioni: chi aveva già surrogato il mutuo, spuntando condizioni molto vantaggiose, non aveva più interesse a cambiarlo ulteriormente; il rialzo dell’inflazione e le tensioni geopolitiche internazionali hanno determinato un innalzamento dei tassi d’interesse rendendo più difficile capire l’opportunità di una eventuale surroga.

«Attualmente il tasso (TAN) per il mutuo a tasso fisso è compreso tra il 2 e il 3%, a seconda delle offerte delle banche, mentre per il variabile si parte dalo 0,45%, per il fatto che l’Euribor si attesta ancora su livelli decisamente convenienti», ha aggiunto Angelo Spiezia. «La prospettiva, tuttavia, è quella di ulteriori aumenti del costo del denaro, come già annunciato dalla Bce, che giovedì 21 luglio ha messo fine all’era dei tassi negativi con un incremento dei saggi di 50 punti base, il primo dal 2011 e il doppio rispetto allo 0,25% preannunciato. Una decisione forte ma necessaria per assicurare il ritorno dell’inflazione verso il target del 2% nel medio periodo, che sarà seguita da un nuovo rialzo del costo del denaro a settembre».

Conviene ancora, dunque, andare su Telemutuo.it per trasferire a costo zero il proprio mutuo casa in un’altra banca che offra condizioni migliori, considerando le prospettive future di rialzo dei tassi d’interesse? O è meglio stare a vedere quale sarà l’effettivo andamento dei mercati?

In base all’analisi degli esperti di Telemutuo, la surroga rappresenta certamente un’opzione interessante per chi già dispone di un mutuo a tasso variabile e vuole tutelarsi dal rischio di un aumento della rata. In questo caso, le opzioni più vantaggiose sono rappresentate dal passaggio a un mutuo a tasso fisso, oppure a un tasso variabile con Cap, che permettono di bloccare il tasso d’interesse in un momento in cui risulta ancora conveniente in un confronto di medio periodo.

Diverso, invece, il caso di chi ha già sottoscritto negli ultimi anni un mutuo a tasso fisso a condizioni certamente più favorevoli rispetto a quelle attuali. In questo caso, la surroga non costituisce certamente un’opzione percorribile. Ma con alcune eccezioni.

«Chi desidera ridurre la rata, anche i presenza di un mutuo a tasso fisso sottoscritto negli ultimi anni, può pensare di procedere con la surroga del proprio finanziamento con un nuovo prodotto che gli consenta di allungare il periodo di ammortamento, diminuendo così l’importo da pagare ogni mese», ha avvertito Spiezia. «Surrogare può essere inoltre conveniente per richiedere ulteriore liquidità, magari per effettuare lavori di ristrutturazione dell’abitazione oggetto di finanziamento. Ma anche per liberare eventuali garanti dall’impegno preso, anche se questa opzione non è prevista da tutti gli istituti di credito».

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