Le 12 città più inquinate d’Europa

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«Le grandi città rappresentano il 2% della superficie terrestre ma producono l’80% delle emissioni di Co2. Ad inquinare di più sono e megalopoli cinesi ma anche le grandi metropoli europee non scherzano» mettono in evidenza gli analisti di Silvi Costruzioni Edili, azienda leader dal 1970 nella progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di fabbricati, includendo immobili sottoposti a tutela delle Belle Arti.

«La più inquinante tra le città italiane è Torino, che è settima in Europa ed al cinquantaduesimo posto della classifica mondiale, con 23 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti immesse ogni anno in atmosfera» puntualizzano gli analisti di Silvi Costruzioni Edili, basandosi sulla ricerca “Keeping Track of Greenhouse Gas Emission Reduction Progress” della School of Environmental Science and Engineering della Sun Yat-sen University.

Nello studio —condotto da Ting Wei, Junliang Wu e Shaoqing Chen— in cima al ranking mondiale spiccano Handan con 199 milioni di tonnellate di Co2 immesse in atmosfera ogni anno, Shangai (188 Mt Co2), Suzhou (152 Mt Co2), Dalian (142 Mt Co2) e Pechino (132 Mt Co2).

Ma l’Europa non scherza.«La città più inquinante del nostro Continente è Mosca, al settimo posto del ranking globale con 114 Mt Co2 immesse in atmosfera ogni anno, seguita da Istanbul con 73 Mt Co2 e Francoforte con 46 Mt Co2» sottolinea Gianni Silvi, CEO di Silvi Costruzioni Edili (www.silvicostruzioniedili.it).

Seguono nell’elaborazione di Silvi Costruzioni aggiornata a gennaio 2023: San Pietroburgo (43 Mt Co2) Atene (39 Mt Co2), Berlino (28 Mt Co2) e Torino (23 Mt Co2) che è appunto settima in Europa ed al cinquantaduesimo posto della graduatoria mondiale.

La top-12 di Silvi Costruzioni Edili continua poi con Amburgo (20 Mt Co2) Rotterdam (18 Mt Co2), Varsavia (14 Mt Co2), Lione (10 Mt Co2 eq.) e quindi Bologna (8 Mt Co2), che chiude la classifica al dodicesimo posto.

«Il problema delle città in Europa è legato agli edifici che rappresentano una quota pari al 36% delle emissioni di gas climalteranti»puntualizza Silvia Silvi, General Manager della Silvi Costruzioni.

Oltre 6 immobili su 10 sono obsoleti. Nel nostro Paese, dove il parco edilizio è composto per il 92% da edifici residenziali e per il restante 8% da immobili destinati ad altri usi, la maggior parte delle proprietà sono vetuste. Eppure —secondo i dati Eurostat— nelle città vive oggi il 75% della popolazione.

D’altra parte gli elevati costi di realizzazione continuano a fare da barriera alla diffusione di tecnologie smart per costituire di fatto «edifici intelligenti» (Smart Building) e spesso chi affronta queste spese è spinto più dagli incentivi statali quali il Superbonus 110% piuttosto che da una reale consapevolezza.

Cosa succederà negli anni a venire?«Tutti gli edifici già esistenti dovranno migliorare le loro prestazioni energetiche raggiungendo almeno la classe “E” tra il 2030 e il 2033» rispondono gli esperti di Silvi Costruzioni Edili (www.silvicostruzioniedili.it).

La “Renovation Wave Strategy” ha imposto entro il 2030 tagli consistenti a partire dalla riduzione del 60% delle emissioni climalteranti rispetto al 2015, mentre il piano “REPowerEU” di affrancamento dal gas russo ha di fatto aumentato del 13% il target di efficienza energetica e del 45% la quota da energia rinnovabile dei consumi complessivi al 2030».

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