“Misure urgenti per invertire la tendenza sulla denatalità. Non è un Paese per famiglie”

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Il welfare del futuro è mantenuto da chi fa i figli ed è assicurato anche a coloro che i figli non li fanno. Le famiglie numerose abbiano la sensazione di essere benvoluti in Italia perché contribuiranno a pagare le pensioni future, a garantire i servizi e, soprattutto, sono in deciso calo. Ecco il messaggio che parte da Ancona e che sarà concretizzato con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel quale fissare gli obiettivi e proseguire il percorso di sensibilizzazione rivolto al decisore politico per potersi confrontare nei tempi successivi sul tema della denatalità a livello nazionale. L’incontro “I Comuni e la Regione a sostegno della natalità” organizzato da Anci Marche e Forum delle Associazioni Familiari Marche dopo gli “Stati Generali della Natalità” del 2021, realizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche, ha acceso i riflettori su un tema che va affrontato trovando soluzioni concrete. Ad introdurre l’evento che sarà replicato in altre regioni grazie al lavoro delle Anci regionali. è stato un videomessaggio ai partecipanti inviato dal Ministro per la Famiglia Eugenia Maria Roccella nel quale ha sottolineato “la necessità della partecipazione di tutti gli attori istituzionali per affrontare seriamente questo problema e su cui c’è l’attenzione del Governo”.

Gli interventi introduttivi coordinati da Marcello Bedeschi, Coordinatore Nazionale dei Direttori e Segretari delle Anci Regionali e Paolo Perticaroli, Presidente del Forum Marche hanno visto la presenza di S.E. Mons. Spina, il prefetto di Ancona Darco Pellos, Dino Latini, Presidente del Consiglio Regionale delle Marche. Presenti i consiglieri regionali Ciccioli, Ausili, Mastrovincenzo, Carancini, Bora e numerosi sindaci. Presente anche la classe I della sezione Moda dell’Istituto Vanvitelli di Ancona.

Particolarmente attesa la relazione del prof. Gian Carlo Blangiardo, Presidente dell’Istat sul tema “La situazione marchigiana: andamento demografico, efficacia delle misure welfare, conseguenze e criticità”, che ha presentato in maniera oggettiva i dati sulla demografia in Italia. L’età media della nascita del primogenito è passata da 30 anni nel 2008 a 31,4 nel 2021. I dati evidenziano che il valore dei figli e della genitorialità è ancora concreto ma la disponibilità a fare sacrifici per far nascere e sostenere la famiglia è scesa. Il significativo contributo di nascite, seppur in calo, riguarda anche le famiglie straniere che non hanno neanche i nonni a poter aiutare nella gestione dei figli. Il tasso di fecondità è sceso anche per gli stranieri a 1,87 nel 2021, era al 2,5 nel 2008. Oggi abbiamo 1,25 figli per donna. Il trend di nascite è decrescente. Nascono 400mila bambini l’anno ma ogni anno circa il 2% in meno. L’evoluzione prevede che da 59 milioni di abitanti in Italia, nel 2070 ne avremo 48 milioni e avremo 250 mila nati contro i 400mila attuali. Nel 2070 avremo il doppio dei morti rispetto alle nascite. Gli ultra90enni sono 800mila. Nel 2070 saranno 2,2 milioni. I neonati da 395mila a 360mila nel 2070. “La conseguenza – ha detto – è avere una ragionevole capacità di reagire a questi dati e consegnarli al decisore politico”. “Le conseguenze – ha aggiunto – riguardano in primis il PIL che dal valore attuale di 1800 miliardi scenderà di 500 miliardi nel 2070 perché diminuisce la popolazione in età lavorativa”. Nelle Marche la situazione è simile a tutta Italia nelle province così come le principali città con piccoli distinguo. Su 225 comuni solo 5 nelle Marche sono a saldo positivo Colli al Metauro Montelabbate, Castelbellino Camerata Picena, Ortezzano.

Per Filippo Saltamartini, vicepresidente della Giunta regionale “dovremo riflettere sul fatto che le società occidentali liberali non saranno in grado di garantire le sue libertà e che le famiglie oggi sono meno in grado di finanziare un progetto per i figli come diceva la stessa Ministra Roccella”. “La politica – ha aggiunto – deve confrontarsi e fare scelte su questi temi sapendo che i lavoratori italiani percepiscono un reddito inferiori ai colleghi europei, francesi e tedeschi”. S. Emin. Card. Menichelli ha fatto riferimento alla necessità di cambiare l’approccio culturale uscendo dalla prospettiva dell’Io secondo la quale “i figli da investimento e dono sono diventati un costo e una causa di riduzione di libertà”.

All’evento sono intervenuti anche Massimo Orselli, Presidente ella Consulta della Famiglia della Regione Marche, Franco De Felice, Docente dell’Università di Urbino e Componente del Direttivo del Forum Marche, Fabio Fiorillo, dell’Università Politecnica delle Marche e Adriano Bordignon, Presidente del Forum Veneto.

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