Ridurre lo spreco alimentare per un futuro realmente sostenibile

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“Lo spreco alimentare è un elemento cruciale dello sviluppo sostenibile e uno dei temi fondamentali per la sfida della sicurezza alimentare. Fortunatamente come Associazione di consumatori registriamo una crescente sensibilità sull’argomento da parte di cittadini, operatori economici, realtà sociali e giovani generazioni, anche se i dati restano allarmanti”, così in una nota il Commissario Straordinario Martina Donini in occasione della Giornata contro lo spreco alimentare del 5 febbraio.

“Secondo i dati 2022 di Waste Watcher ancora oggi il 14% del cibo prodotto a livello globale viene perso tra la fase del raccolto e la vendita al dettaglio e il 17% della produzione alimentare viene sprecato, con il maggior contributo da parte delle famiglie (11%), seguito da ristoranti (5%) e dalla vendita al dettaglio (2%). La crescita della popolazione, che incide sull’aumento della domanda di cibo e della povertà alimentare, rende lo spreco un problema sociale, economico e ambientale molto serio. Basti pensare che sprecare cibo domestico costa ancora 9,2 miliardi di euro agli italiani, il doppio delle somme stanziate dal governo per contrastare il caro-energia e, se consideriamo anche lo spreco di risorse ed energia per produrre il cibo, il costo totale può arrivare a sfiorare i 16 miliardi. Proprio a causa di questi numeri è necessario continuare a fornire informazioni utili ai cittadini per promuovere stili di vita sostenibili e comportamenti responsabili per ridurre gli sprechi, proteggere l’ambiente e garantire una sicurezza alimentare per tutti”, ha continuato Donini.

“L’Italia è considerata un modello virtuoso di diplomazia alimentare, e la lotta allo spreco che stiamo portando avanti in Europa, la rende ancora più credibile nella cooperazione a livello globale. Purtroppo c’è stato un aumento dello spreco alimentare con la pandemia e la crisi energetica, ma l’Italia rimane un Paese virtuoso. A livello nazionale, la Legge 166/16 ha semplificato il quadro normativo in materia di recupero alimentare, incentivando aziende, esercizi commerciali e ristoratori a donare il cibo in eccesso e consentendo a tutti gli enti no profit di beneficiare degli alimenti per sostenere le persone bisognose. Assistiamo quotidianamente alla nascita di numerose iniziative di organizzazioni, associazioni, aziende e cittadini volte a responsabilizzare le imprese del settore, della GDO e i consumatori attraverso campagne di sensibilizzazione ed azioni solidali antispreco. Lo spreco e le eccedenze alimentari sono un tema etico di grande rilevanza ed oggi più che mai, l’adozione di modelli di produzione e di consumo responsabile si rendono indispensabili per contrastare le difficoltà di accesso al cibo. Dobbiamo continuare su questa linea rispetto alla gestione del problema, cercando di adottare tutti quei criteri di responsabilità che gli esperti raccomandano di fare da anni, ovvero quello della corretta conservazione del cibo, dell’acquisto di materie prime solo per necessità senza alcuno spreco”, ha concluso Donini.

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