Ance Liguria: il 78% delle case italiane sono esposte a rischio idrogeologico e sismico

278
TOPSHOT - Civilians look for survivors under the rubble of collapsed buildings in Kahramanmaras, close to the quake's epicentre, the day after a 7.8-magnitude earthquake struck the country's southeast, on February 7, 2023. - Rescuers in Turkey and Syria braved frigid weather, aftershocks and collapsing buildings, as they dug for survivors buried by an earthquake that killed more than 5,000 people. Some of the heaviest devastation occurred near the quake's epicentre between Kahramanmaras and Gaziantep, a city of two million where entire blocks now lie in ruins under gathering snow. (Photo by Adem ALTAN / AFP)

“Le immagini dell’immane tragedia che ha colpito Turchia e Siria, suggerirebbero il silenzio. Ma è proprio in momenti come questi che è invece necessario alzare la voce e denunciare la realtà virtuale nella quale sembrano navigare le istituzioni europee, oggi impegnate nella campagna green per le case e dissociate da qualsiasi fattore di rischio che non rientri nel loro obiettivo del politically correct o del trendy: e la realtà per l’Italia, anche nelle zone a più elevato rischio sismico, è quella della quasi totalità delle abitazioni totalmente esposte al pericolo terremoto”. La denuncia è di Emanuele Ferraloro, presidente di ANCE Liguria che, nel sottolineare come il Giappone, dove i terremoti sono endemici, abbia provveduto per tempo a definire e rendere obbligatorie procedure antisismiche per tutte le nuove costruzioni, sottolinea come l’Europa “da un lato, viaggi in perenne ritardo sulle necessità reali, dall’altro si innamori e vari misure di carattere globale che sono incompatibili con la realtà del patrimonio immobiliare dei singoli Stati, rifiutandosi a priori di valutare la diversità, persino nel rischio sismico, che esiste nel continente europeo”. “Equiparare i centri storici di un’Italia che è la storia – afferma Ferraloro – con i grandi agglomerati urbani del Nord Europa costruiti negli anni sessanta e settanta e spesso di proprietà di istituzioni finanziarie, non significa solo ignorare la realtà, ma anche soffrire di una dissociazione cronica e forse dolosa: in Italia il 70% delle abitazioni sono comprese nelle classi F e G di efficienza energetica, ma questo è nulla: il 78% delle abitazioni italiane, secondo una recente ricerca del Cnr, è edificato in zone a rischio idrogeologico o sismico. Fra il 2011 e il 2021 i danni subiti da questo patrimonio immobiliare sono ammontati a oltre 52 miliardi con un pesantissimo bilancio di vite umane. Forse è il momento di far capire a Bruxelles che le priorità per il nostro Paese sono diverse da quelle dei Paesi nord europei e impegnarsi tutti affinché almeno le nuove costruzioni siano sottoposte a normative di reale prevenzione. Per fortuna esistono in Italia amministrazioni regionali che alle sbornie ideologiche preferiscono bagni di realtà e, con grande pragmatismo, affrontano i problemi sul campo, costruiscono soluzioni al problema dei crediti fiscali incagliati. Le misure recentemente varate da Regione Piemonte, Sardegna, dalla provincia di Treviso, in via di definizione dalla Regione Abruzzo restituiscono speranza al comparto edile e alle imprese che hanno creduto e continuano a credere nell’efficientamento energetico e nell’adeguamento sismico del costruito. Proporremo anche alla Regione Liguria di adottare le misure già approvate da Sardegna e Piemonte e confidiamo di trovare adeguato ascolto”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here