Superbonus: Ance Savona stila il conto danni, per le imprese e il mercato locale del lavoro

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Savona è una delle prime province italiane a quantificare, scorporandole dal dato nazionale
e fornendone una stima attendibile, le conseguenze dell’abolizione del superbonus ma
specialmente del blocco dei crediti maturati. A fronte di un montante di detrazione fiscale
per fine lavori che in Liguria è superiore a un miliardo con stato di avanzamento (relativo a
lavori conclusi o SAL), a 750 milioni, i riflettori si accendono sulle conseguenze
occupazionali e sulla capacità delle imprese di reggere l’onda d’urto.
Certo il conto danni per il mercato del lavoro: a livello provinciale si parla di una perdita di
circa mille lavoratori considerando anche i lavoratori indiretti e l’indotto.
E i conti “non tornano” proprio sul fronte occupazionale confrontando l’andamento della
Cassa edile senza e con il Bonus. La cassa edile provinciale, nel 2019, vedeva iscritti 1899
lavoratori medi nel mese per 33 milioni di stipendi pagati a operai. Nel 2022 grazie al Bonus
i lavoratori iscritti alla Cassa edile risultavano essere 2558 medi mensili con 45 milioni di
euro di stipendi pagati.
La sola massa salari fra 2019 e 2022 è salita del 38% e la media mensile occupati del 34%.
E ora: “L’incertezza e inaffidabilità della legge – conclude Baccino – sta generando un
effetto domino, con conseguenze che potrebbero rivelarsi disastrose per occupazione,
imprese e un mercato” che in Liguria ha visto nei condomini un investimento medio di
527.000 euro, di quasi 108mila negli edifici unifamiliari e di 89.000 nelle unità immobiliari
funzionalmente indipendenti.

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