Oleoturismo sempre più protagonista, la Giunta presenta la proposta di legge

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Fornire agli operatori del settore olivicolo uno strumento legislativo innovativo che consenta loro di implementare un’attività dalle tante sfaccettature rappresentate dalla valorizzazione dei territori, delle produzioni, di un sistema di accoglienza che coniuga la cultura dell’olio con la sua area di produzione e con l’ulteriore obiettivo di incremento dei redditi delle aziende produttrici.

Questa l’esigenza principale che ha mosso la Giunta regionale a redigere una proposta di legge per l’esercizio dell’attività oleoturistica nelle Marche che ora sarà inviata all’Assemblea legislativa per il suo esame.

“Abbiamo adottato la procedura straordinaria – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Maria Antonini – perché si è ritenuto necessario fornire uno strumento legislativo innovativo nel più breve tempo possibile agli operatori del settore olivicolo, in modo tale da agevolare l’implementazione di nuove attività strettamente legate al territorio regionale per promuovere, attraverso il turismo dell’olio, quale fenomeno culturale ed economico, sia le produzioni di eccellenza sia i luoghi dove quelle produzioni si originano”.

“La Marche – continua Antonini – hanno un settore produttivo olivicolo rappresentativo del territorio di produzione cosicché una misura come l’oleoturismo è in grado di amplificare notevolmente le caratteristiche di eccellenza dei prodotti, della cultura dei produttori e dei territori di origine, coniugati con la propria tradizione e la propria storia”.

La proposta di legge si prefigge di rendere, pertanto, il settore olivicolo sempre più protagonista muovendosi nel solco della programmazione integrata tra i settori dell’agricoltura, del turismo e del commercio.

“Lo sviluppo locale integrato – ribadisce Antonini – passa attraverso un adeguato sostegno dell’immagine complessiva del territorio regionale, utilizzando azioni di comunicazione e valorizzazione che riguardino anche e soprattutto il settore dell’enogastronomia che sempre più riscuote un grande interesse da parte dei turisti particolarmente interessati a tutto l’universo che ruota intorno al cibo, dalle produzioni alle trasformazioni di eccellenza”.

A monte della pdl, che si compone di 14 articoli, vi è la legislazione nazionale che definisce le linee guida e gli indirizzi per l’attuazione delle attività oleoturistica. Spettano alla Regione le funzioni di controllo, vigilanza e sanzionatorie.

Per attività oleoturistiche si intendono: le attività formative ed informative, rivolte al pubblico e ai consumatori, delle produzioni olivicole del territorio e della conoscenza dell’olio, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l’attività; le iniziative di carattere formativo e informativo, culturale e ricreativo svolte nell’ambito dei frantoi e degli oliveti, ivi compresa la raccolta dimostrativa delle olive; le attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni olivicole aziendali anche in abbinamento ad alimenti.

Possono esercitare attività di oleoturismo, anche con il supporto delle organizzazioni di produttori di settore riconosciute dalla Regione Marche e degli operatori specializzati nel settore turistico, esclusivamente gli imprenditori agricoli singoli o associati che svolgono attività di olivicoltura, che trasformano in proprio o che fanno trasformare a terzi il proprio prodotto e le imprese esercenti attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti olivicoli di prevalente origine regionale.

Gli operatori oleoturistici devono inoltre presentare requisiti e standard minimi di qualità, tra cui l’apertura settimanale o stagionale per un minimo di tre giorni settimanali, all’interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi; il sito o la pagina web aziendale, contenenti gli strumenti di prenotazione delle visite.

Sarà istituito l’elenco regionale degli operatori oleoturistici per i quali e per i loro collaboratori è prevista la promozione della formazione, la riqualificazione e l’aggiornamento professionale.

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