CER: un Osservatorio ENEA per la loro promozione

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Sviluppato con la finalità di promuovere lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sul territorio nazionale, supportare la PA nella loro realizzazione, contribuire alla definizione di policy, strumenti, standard, normative che le favoriscano, rispondendo alle esigenze e peculiarità del sistema Paese, ENEA ha dato vita ad un Osservatorio

Promuovere lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovali (CER), supportando le PA locali e i cittadini nelle diverse fasi di realizzazione e gestione.

È questo l’obiettivo dell’Osservatorio ENEA composto da circa quaranta membri, tra istituti di ricerca, enti locali, associazioni, aziende e professionisti, pensato per promuovere una roadmap nazionale di sviluppo, che punta anche a identificare le criticità della “filiera CER” a livello nazionale, locale e di singolo cittadino, collaborando con le istituzioni alla predisposizione di politiche abilitanti che favoriscano le comunità anche attraverso l’adozione di specifici provvedimenti legislativi e amministrativi.

Nato nei laboratori ENEA presso il Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso a Bergamo, l’Osservatorio opera in 4 ambiti: economico-finanziario, regolatorio e amministrativo-legale, acquisizione-gestione dati e informazione al pubblico.

“Sebbene siano oggi le vere protagoniste dei nuovi scenari energetici, le CER sono ancora caratterizzate da un alternarsi di luci e ombre, entusiasmi e perplessità – ha commentato Nicoletta Gozo, ricercatrice della Divisione ENEA di Smart energy – È evidente che con le Comunità si aggiungono nuovi potenziali player nel processo che sta traghettando il Paese verso uno degli obiettivi più importanti a livello globale, la decarbonizzazione. Tuttavia, questo risultato rappresenta ancora una sfida che impone un radicale cambiamento nella produzione, gestione e utilizzo dell’energia oltre a capacità di innovazione e resilienza. Un cambio di passo fondamentale per il conseguimento degli obiettivi di transizione”.

Presentato per la prima volta a K.EY (Fiera di Rimini) il 24 marzo 2023, l’Osservatorio ENEA è stato successivamente al centro di un evento a Milano (13 giugno 2023), organizzato in collaborazione con Anci Lombardia, Energia Media e MCE, che ha permesso di iniziare un nuovo confronto su policy, strumenti, standard e normative per aumentare conoscenza e consapevolezza dei protagonisti della filiera CER.

Si stima che in Italia siano attive circa 54 comunità di autoconsumo (17 CER e 37 gruppi di autoconsumo collettivo, sistema di condivisione dell’energia prodotta all’interno di uno stesso edificio, ad esempio un condominio o un centro commerciale) e quasi un centinaio siano quelle che hanno fatto richiesta di riconoscimento. La potenza complessiva installata di questi gruppi è di circa 1,5 MW, con la stragrande maggioranza degli impianti attivi nel nord Italia. Come obiettivo al 2026 le CER dovrebbero arrivare a una potenza installata di 5 GW, come previsto dalla normativa, e si stima che al 2030 possano superare i 7 GW, ovvero coprire circa il 10% degli obiettivi nazionali al 2030.

Sul fronte delle CER, oltre all’Osservatorio, ENEA supporta le istituzioni per la definizione degli aspetti tecnici e tecnologici dei bandi di finanziamento finalizzati alla promozione e alla diffusione delle CER a livello nazionale, e promuove attività per facilitare lo scambio di esperienze e il trasferimento di buone pratiche verso diversi contesti territoriali.

L’Osservatorio ENEA-CER si colloca nel quadro programmatico e finanziario delle attività previste dal Piano Triennale 2022-2024 della Ricerca di Sistema Elettrico, progetto “Tecnologie per la penetrazione efficiente del vettore elettrico negli usi finali, WP1 Comunità Energetiche Smart”.

C’è da osservare, peraltro, che con il nuovo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), presentato nei giorni scorsi in sintesi dal MASE alla Commissione UE, avviando l’iter di aggiornamento che si concluderà entro giugno 2024, sarebbe stata rivista la quota di energia da FER nei consumi finali lordi di energia, portandola dal 27% al 40% entro il 2030. Sarebbe opportuno, pertanto, rivedere l’obiettivo anche delle CER, per portarlo ad almeno 10GW, come richiesto dall’ASviS.

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