Progettazione di veicoli e gestione di ELV: nuovo Regolamento UE

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La Commissione UE ha adottato una proposta di Regolamento sui requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e sulla gestione dei veicoli fuori uso, che si basa su una rivalutazione della legislazione vigente (Direttiva di omologazione 3R e Direttiva ELV, con l’obiettivo di facilitare la transizione del settore automobilistico verso l’economia circolare, in tutte le fasi del veicolo, dalla progettazione al trattamento finale a fine vita

Garantire una migliore circolarità, sostenibilità e resilienza delle catene di approvvigionamento del settore automobilistico europeo è fondamentale per il Green Deal dell’UE e l’autonomia strategica aperta dell’UE.

È l’obiettivo che si prefigge la Commissione UE con la proposta di Regolamento sui requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e sulla gestione dei veicoli a fine vita, adottata il 13 luglio 2023, che sostituisce ed accorpa la Direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso e la Direttiva 2005/64/CE sull’omologazione dei veicoli a motore per quanto riguarda la loro riutilizzabilità, riciclabilità e recuperabilità.

Ogni anno, oltre 6 milioni di veicoli in Europa giungono a fine vita e vengono trattati come rifiuti. Quando i veicoli fuori uso (ELV) non sono gestiti correttamente, possono causare problemi ambientali e l’economia europea perde milioni di tonnellate di materiali.
L’industria manifatturiera automobilistica è tra i maggiori consumatori di materie prime essenziali come acciaio, alluminio, rame e plastica, ma fa scarso uso di materiali riciclati. Sebbene i tassi di riciclaggio dei materiali dei veicoli fuori uso siano generalmente elevati, i rottami metallici prodotti sono di bassa qualità e solo piccole quantità di plastica vengono riciclate.

Attualmente, meno del 10% degli impianti di riciclaggio nell’UE è in grado di selezionare e riciclare in modo efficiente le frazioni di plastica provenienti dai veicoli fuori uso. Una Relazione del Centro Comune di Ricerca (JRC), contestualmente pubblicata, sugli obiettivi contenuto di plastica riciclata ha rilevato che promuovere l’uso di plastica riciclata nei nuovi veicoli e una migliore gestione del fine vita della plastica incorporata nei veicoli potrebbe aiutare l’industria automobilistica e della plastica a sviluppare sistemi di produzione più circolari. Attualmente solo il 19% delle frazioni plastiche recuperate dopo la triturazione dei veicoli fuori uso viene avviato al riciclo.

Un altro Rapporto, pubblicato lo scorso maggio dal JRC ha evidenziato che le materie prime critiche (CRM), come le terre rare nei motori elettrici o il palladio nell’elettronica incorporata, generalmente non vengono recuperate dopo la triturazione. Tuttavia, i nuovi veicoli potrebbero utilizzare queste risorse: circa il 10% della domanda totale di plastica dell’UE e circa il 9% della domanda di rame dell’UE sono presenti nei nuovi veicoli che entrano nel mercato. Inoltre, l’industria automobilistica impiega materiali derivati ​​da più di 60 materie prime.

Il passaggio alle auto elettriche porterà anche nuove sfide: aumenterà la necessità di palladio, utilizzato per l’elettronica incorporata, nonché di rame e di elementi di terre rare, utilizzati nei magneti permanenti (REPM) nella maggior parte dei motori elettrici. Ad esempio, la domanda prevista per le nuove auto di neodimio e disprosio (due materiali principali necessari per i REPM è rispettivamente di 4.025 tonnellate e 620 tonnellate entro il 2050, rispettivamente un aumento di 10 e 7 volte rispetto alla domanda del 2020.

Sulla base di queste valutazioni, con la proposta di Regolamento della Commissione UE si potrebbe migliorare sia la catena del valore della plastica che quella automobilistica e preparare il terreno per una maggiore circolarità di elementi di palladio, rame e terre rare provenienti dai veicoli fuori uso, contribuendo agli obiettivi dell’Autonomia Strategica dell’UE e del Critical Raw Materials Act.

Pertanto, la proposta di Regolamento la Commissione UE prevede di:
– Progettare circolare: il miglioramento della circolarità nella progettazione e nella produzione dei veicoli contribuirà a garantire che questi possano essere facilmente smantellati. I costruttori di automobili dovranno fornire istruzioni chiare e dettagliate per i demolitori su come sostituire e rimuovere parti e componenti durante l’uso e la fine del ciclo di vita di un veicolo.

– Utilizzare il riciclato: il 25 % della plastica utilizzata per costruire un nuovo veicolo dovrà provenire dal riciclaggio, di cui il 25 % deve essere riciclato da veicoli fuori uso.

– Migliorare il trattamento migliore: le misure porteranno al recupero di un maggior numero di materie prime di migliore qualità, tra cui materie prime critiche, plastica, acciaio e alluminio. Il 30 % della plastica proveniente dai veicoli fuori uso dovrebbe essere riciclato. Ulteriori misure sosterranno il mercato del riutilizzo, della rifabbricazione e della rimessa a nuovo di parti e componenti di un veicolo. Gli Stati membri sono incoraggiati a fornire incentivi ai garage e alle officine di riparazione per sostenere la vendita di pezzi di ricambio.

– Potenziare la governance: le nuove norme rafforzeranno la responsabilità del produttore istituendo regimi nazionali di responsabilità estesa del produttore (EPR) in base a requisiti uniformi. Tali regimi mireranno a fornire finanziamenti adeguati per le operazioni obbligatorie di trattamento dei rifiuti, a incentivare i riciclatori a migliorare la qualità dei materiali riciclati dei veicoli fuori uso, promuovendo in tal modo una maggiore cooperazione tra gli operatori del trattamento e i costruttori.

“Raccogliere di più e in modo più intelligente: per porre fine alla scomparsa dei veicoli, la proposta prevede una migliore applicazione delle norme vigenti e aumenta la trasparenza. Ciò significa un maggior numero di ispezioni, il tracciamento digitale dei veicoli fuori uso in tutta l’UE, una migliore separazione tra le autovetture vecchie e quelle fuori uso, più multe per le infrazioni e il divieto di esportare veicoli usati non idonei alla circolazione.

– Coprire un maggior numero di veicoli: l’ambito di applicazione di tali misure sarà gradualmente ampliato per includere nuove categorie quali motocicli, autocarri e autobus, garantendo una copertura più completa.

Secondo la Commissione UE, la proposta di Regolamento dovrebbe comportare notevoli benefici ambientali, tra cui una riduzione annuale di 12.3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2035, una migliore valorizzazione di 5.4 milioni di tonnellate di materiali e un maggiore recupero delle materie prime essenziali. La sua attuazione comporterà risparmi energetici a lungo termine nella fase di fabbricazione, riducendo il consumo di petrolio fino a 4 milioni di barili al 2030, una minore dipendenza dalle materie prime importate e la promozione di modelli imprenditoriali sostenibili e circolari.

Le azioni proposte dovrebbero generare 1.8 miliardi di euro di entrate nette entro il 2035, con la creazione di nuovi posti di lavoro e maggiori flussi di entrate per l’industria della gestione e del riciclaggio dei rifiuti. Inoltre, contribuiranno a migliorare la sicurezza stradale nei Paesi terzi prevenendo l’esportazione di veicoli non idonei alla circolazione stradale e riducendo l’inquinamento nocivo e i rischi per la salute nei Paesi che importano veicoli usati dall’UE.

“Nei prossimi anni saranno immessi sul mercato sempre più veicoli a zero emissioni, il che aumenterà la domanda di materie prime preziose – ha dichiarato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo – La nostra proposta farà in modo di riciclare e riutilizzare il maggior numero possibile di questi materiali, dando nuova vita ai componenti delle nostre automobili e riducendo notevolmente l’impronta ambientale del nostro trasporto su strada”.

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