Insediato il Tavolo della nautica voluto dalla Regione Marche

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Avviare un dialogo costruttivo per sostenere le imprese del settore nautico marchigiano: un comparto che, secondo un recente studio dell’Università Politecnica delle Marche, presentato a Cannes lo scorso mese di settembre, fattura oltre un miliardo di euro, con più di 200 siti produttivi (soprattutto nelle province di Pesaro Urbino e Ancona) e un numero di addetti pari a 3.309 unità, l’11,3% del totale nazionale. Un comparto del lusso regionale, trainato dall’export che copre il 90% delle vendite, da sostenere e valorizzare. Con queste finalità la Regione Marche ha insediato un tavolo di confronto per avviare, evidenzia l’assessore alle Attività produttive Andrea Maria Antonini, “un dialogo costruttivo sulle prospettive di crescita. La Giunta regionale crede nelle potenzialità del comparto della nautica e ritiene che solo nella sinergia tra pubblico e privato questo settore strategico potrà ulteriormente crescere, valorizzarsi e trainare la nostra regione verso la ripresa e il rilancio, aprendo nuove possibilità di internazionalizzazione per l’economia marchigiana”. L’incontro si è svolto a Palazzo Leopardi della Regione e ha registrato la partecipazione delle principali aziende marchigiane del settore. Presente anche il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, Vincenzo Garofalo. Il tavolo ha subito condiviso alcune strategie di sviluppo utili per il settore. “Il distretto nautico genera ricadute enormi a livello economico, ma ha anche problemi di crescita – ha sottolineato Garofalo – Oggi c’è maggiore consapevolezza di quanto valga il comparto, ben oltre il proprio valore industriale. Ma è una crescita limitata dalla capacità di garantire un’adeguata ospitalità nautica. Poiché le Marche hanno una serie di porti gestiti da enti diversi e da privati, è utile ragionare, sempre più, in termini di rete, evitando inutili gerarchie, perché più la rete è forte, più si è forti individualmente”. Sollecitazione ripresa da Maurizio Minossi, presidente dell’Associazione Marche Yachting and Cruising, che ha sottolineato la necessità di “fare sistema per puntare a obiettivi concreti”. Tre le direttrici tracciate dall’associazione. A partire dal “sostegno alla transizione ecologica sia a livello di prodotto che di cantiere”. Oltre a segnalare “esigenze, in tutti i cantieri, di rimodernare le proprie strutture energetiche, c’è la necessità di sostenere la ricerca di sviluppo del prodotto sull’idrogeno, a cui i cantieri navali stanno già lavorando”. Il secondo tema è quello di “incrementare iniziative di sistema per migliorare l’ospitalità degli yacht che approdano nelle Marche”, condividendo quanto segnalato dal presidente Garofalo. La terza richiesta dell’associazione riguarda l’attività di incoming: “Le nostre aziende sono brave a fare internazionalizzazione, e per questo occorre investire su un’attività ad alto valore aggiunto rappresentata dall’accoglienza – ha concluso Minossi – Occorre promuovere iniziative con cui far venire i nostri clienti, creando un mix di sistema, basato su territorio, cultura, bellezze locali che aiuti a caratterizzarci e a garantirci un valore aggiunto rispetto ad altri distretti produttivi”. L’assessore Antonini ha condiviso le indicazioni del Tavolo, assicurando che “la Regione Marche vuole accompagnare il distretto della nautica verso un modello di crescita sempre più sostenibile, innovativo, rispettoso dell’occupazione locale e del valore aggiunto rappresentato dal territorio”. L’assessore ha ricordato poi come l’impegno della Regione sia orientato anche sul fronte della logistica e delle infrastrutture: “È stato aperto un dialogo con l’Autorità Portuale e con il Comune di Ancona per condividere strategie utili allo sviluppo ulteriore di questo comparto. Analogo impegno verrà profuso con le altre realtà portuali regionali”.

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