Corruzione: è tempo di un vero cambiamento!

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Si apre oggi (11 dicembre 2023) ad Atlanta (Georgia, USA) la X Sessione della Conferenza delle Parti (CoSP10) della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione (UNCAC), adottata nel 2003 dall’’Assemblea Generale e ratificata da 190 Stati, che si celebra ogni due anni e che costituisce il momento di riflessione sui progressi e sulle criticità da colmare per rafforzarne l’attuazione

“La corruzione altera la vita delle persone e attacca i diritti di ciascuno, corrode le fondamenta della società, mina lo Stato di diritto, altera i mercati – ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale contro la Corruzione (9 dicembre 2023) dedicata quest’anno alla riflessione sul legame tra la lotta alla corruzione e pace, sicurezza e sviluppo – Combattere questa piaga, che riguarda tutti i Continenti, è un dovere delle Istituzioni e, al tempo stesso, un impegno etico e civile delle forze sociali, delle comunità, dei cittadini”.

Come sottolineato da Transparency International Italia, l’Organizzazione della società civile che opera in oltre 100 paesi per porre fine all’ingiustizia della corruzione, chiedendo maggiore trasparenza e integrità in tutti i settori della vita pubblica, l’approccio di vasta portata della Convenzione e il carattere obbligatorio di molte delle sue disposizioni ne fanno uno strumento indispensabile per lo sviluppo di una risposta globale al fenomeno corruttivo. Pertanto, la CoSP10 è momento giusto per assumere nuovi e significativi impegni per affrontare efficacemente la corruzione, proteggere la democrazia e promuovere lo sviluppo sostenibile. Dalle misure per garantire l’accesso delle informazioni sui titolari effettivi (le persone fisiche che detengono il possesso diretto o indiretto di quote del capitale sociale di una Società) alla trasparenza del finanziamento della politica, fino alla protezione dello spazio civico ovvero garantire che tutti gli individui possano liberamente sviluppare la propria personalità e partecipare attivamente ai processi decisionali pubblici.

“Attraverso misure efficaci di coordinamento, applicazione e monitoraggio (su queste e altre questioni) gli Stati aderenti hanno il dovere di colmare le lacune esistenti per rendere più efficace lo sforzo anticorruzione e quindi rafforzare le istituzioni democratiche. Al contempo le nostre azioni devono farsi sempre più determinate e partecipate, una presa di coscienza collettiva sul diritto e dovere di cambiare il mondo: gli Stati, i funzionari governativi, i funzionari pubblici, le forze dell’ordine, i rappresentanti dei media, il settore privato, la società civile, il mondo accademico, il pubblico e i giovani hanno tutti un ruolo da svolgere”.

Secondo l’ultimo Corruption Perception Index (CPI) di Transparency International, che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico e nella politica in 180 Paesi di tutto il mondo, basandosi sull’opinione di esperti e assegnando una valutazione che va da 0, per i Paesi ritenuti molto corrotti, a 100, per quelli “puliti”, i Paesi meno corrotti del mondo, sono la Danimarca, (90 punti), la Finlandia e la Nuova Zelanda (entrambe con 87 punti). L’Italia con 56 punti si colloca al 41° posto. La media dei Paesi membri dell’UE è di 64 punti.

Sebbene l’Indice collochi molti Stati membri dell’UE tra i Paesi considerati i meno corrotti al mondo, tuttavia gli ultimi dati (luglio 2023) dell’Eurobarometro indicano che nel 2023 il 70% degli europei (in Italia l’85%) ritiene che la corruzione sia diffusa nel loro Paese e solo il 31% giudica efficaci gli sforzi del proprio Governo per combattere tale fenomeno.

Fonte: Eurobarometer, 2023

“Negli ultimi anni l’Italia ha fatto importanti passi in avanti nella lotta alla corruzione – ha spiegato il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), Giuseppe Busia intervistato dall’ANSA in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione 2023 – Dalla nascita dell’ANAC, dal 2014 a oggi, l’Italia è migliorata di 28 posizioni, in base alla classifica sulla percezione della corruzione stilata annualmente da Transparency International. Non bisogna però abbassare la guardia, o peggio, fare passi indietro. Abbiamo infatti parecchia strada da fare. Dal sistema ANAC di misurazione dei rischi di corruzione, emerge che il fenomeno è ancora diffuso. In questa giusta battaglia ci possono essere di grande aiuto i whistleblower [ndr: alla lettera “suonatori di fischietto”, termine che non ha equivalenti in italiano che rendano il concetto, che riguarda un individuo che denuncia, per il bene pubblico, comportamenti illeciti che avvengono nel luogo in cui lavora]., la cui tutela è stata rafforzata dal decreto dello scorso marzo, che ha recepito finalmente la Direttiva europea [ndr:in febbraio la Commissione UE aveva deferito alla Corte di giustizia europea l’Italia per non avere adottato le misure necessarie per conformarsi alle disposizioni della Direttiva entro il 17 dicembre 2021] Chi segnala responsabilmente irregolarità sa che può trovare tutela, senza timore di ritorsioni da parte dei propri superiori“,

Tant’è che scorso maggio la Commissione UE, di concerto con l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha adottato un pacchetto di misure per contrastare la corruzione nell’UE e nel Mondo tramite il diritto penale, e la modifica della Direttiva “Whisteblowing”, rafforzando le tutele alle persone che segnalano reati di corruzione.

“La corruzione è un fenomeno globale e transnazionale che, secondo le stime, ha un costo complessivo di almeno 5% del PIL – ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Unione e Vicepresidente Josep Borrell – La corruzione mina la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, la pace, la sicurezza internazionale e lo sviluppo sostenibile, ostacolando al contempo il conseguimento degli OSS, in Europa e nel mondo. Per questo motivo, parallelamente alle iniziative della Commissione per rafforzare la lotta alla corruzione all’interno dell’UE, propongo di istituire un nuovo regime di sanzioni PESC contro i gravi atti di corruzione in tutto il mondo, per integrare il nostro strumentario anticorruzione esterno. È una chiara prova della nostra determinazione a intensificare la nostra azione per prevenire e combattere la corruzione sia all’interno che all’esterno dell’UE, utilizzando tutti i nostri strumenti a tal fine. Il nostro messaggio è chiaro: l’UE non farà affari con coloro che praticano la corruzione, indipendentemente da dove tali atti vengano perpetrati”.

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