COP28: si è chiusa con il “Consenso degli Emirati Arabi Uniti”

657

La COP28 di Dubai, seppure con un giorno di ritardo per i dissensi sul tema della fine dei combustibili fossili, ha raggiunto un accordo sul testo finale che la Presidenza emiratense della Conferenza ha salutato come quella più inclusiva e di maggior impatto fino ad oggi. Tuttavia si è conclusa con un compromesso che non fissa un termine (phase-out) per i combustibili fossili, come richiesto dagli scienziati del clima, “anche se la strada per la loro eliminazione è tracciata, sperando che non giunga troppo tardi” (Guterres)

“La COP28 doveva segnalare una brusca frenata al problema climatico fondamentale per l’umanità: i combustibili fossili e il loro inquinamento che brucia il Pianeta. Anche se a Dubai non abbiamo voltato pagina sull’era dei combustibili fossili, questo risultato è l’inizio della loro fine”.

Sono state le dichiarazioni rilasciate il 13 dicembre 2023 da Simon Stiell, Segretario esecutivo dell’UNFCCC al termine della COP28 di Dubai che si è conclusa con un giorno di ritardo per trovare un’intesa sul testo finale, evitando un clamoroso insuccesso, seppure erano prevedibili le difficoltà, considerate le differenze di posizioni espresse durante le sessioni della COP28 dalla maggioranza dei Paesi in merito alla fissazione del termine per la fine dei combustibili fossili (“phase-out”) e i Paesi grandi produttori e consumatori disponibili ad una graduale transizione (“phase-down”) solo per il carbone.

“Queste conferenze sul clima sono ovviamente un processo basato sul consenso, il che significa che tutte le Parti devono trovare un consenso su ogni parola, ogni virgola, ogni punto – ha proseguito Stiell – Questo non è facile. Non è affatto facile. In effetti, sottolinea quanto queste Conferenze delle Nazioni Unite abbiano ottenuto negli ultimi decenni. Senza di loro saremmo diretti verso un riscaldamento vicino ai 5 gradi. Una vera e propria condanna a morte per la nostra specie. Attualmente siamo diretti verso poco meno di 3 gradi. Ciò equivale a sofferenza umana di massa, motivo per cui la COP28 ha dovuto spostare ulteriormente l’ago della bilancia. Il global stocktake ci ha mostrato chiaramente che i progressi non sono abbastanza rapidi, ma innegabilmente stanno accelerando. Sono fermamente convinto che ciò sia dovuto al fatto che la logica politica ed economica è sempre più insormontabile: in ogni Paese si perdono vite umane in gran numero, mentre i combustibili fossili colpiscono allo stesso modo i bilanci familiari e nazionali, nonostante ci siano enormi vantaggi derivanti da un’azione più coraggiosa per il clima”.

La bozza finale del “Global Stocktake”, predisposta dal Presidente della COP28 è stata approvata all’unanimità dalle Parti, anche se molte hanno espresso delusione per il testo che non parla di impegni per raggiungere entro il 2025 il picco delle emissioni, per eliminare gradualmente i combustibili fossili, solo per il carbone si parla di abbandono graduale, si apre la strada a soluzioni non ancora verificate (CCS) e si parla di carburanti di transizioni ovvero del gas che possono svolgere un ruolo importante per la sicurezza energetica.

“[…] 28. Riconosce inoltre la necessità di riduzioni profonde, rapide e durature delle emissioni di gas serra emissioni di gas in linea con il percorso dell’1,5°C e invita le parti a contribuire agli sforzi globali secondo quanto segue e con le modalità degli impegni determinati a livello nazionale, tenendo conto dell’accordo di Parigi e delle circostanze, percorsi e approcci nazionali:
(a) Triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello globale e raddoppiare la media globale del tasso annuo di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030;
(b) Accelerare gli sforzi verso l’eliminazione graduale dell’energia prodotta dal carbone;
(c) Accelerare gli sforzi a livello globale verso sistemi energetici a zero emissioni nette, utilizzare combustibili a zero e a basso contenuto di carbonio ben prima o intorno alla metà del secolo;
(d) Abbandonare i combustibili fossili nei sistemi energetici, in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico, in modo da raggiungere lo zero netto entro il 2050, in linea con la scienza;
(e) Accelerare sulle tecnologie a zero e a basse emissioni, tra cui le energie rinnovabili, il nucleare, le tecnologie di abbattimento e rimozione come la cattura , utilizzo e stoccaggio del carbonio, in particolare nei settori difficili da abbattere, e la produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio;
(f) Accelerare e ridurre sostanzialmente le emissioni a livello globale [di altri gas serra], comprese in particolare le emissioni di metano entro il 2030;
(g) Accelerare la riduzione delle emissioni derivanti dal trasporto stradale su una serie di percorsi, anche attraverso lo sviluppo delle infrastrutture e la rapida diffusione di veicoli a zero e a basse emissioni;
(h) Eliminare gradualmente gli inefficienti sussidi ai combustibili fossili che non affrontano la povertà energetica o semplicemente le transizioni, nel più breve tempo possibile;
29. Riconosce che i combustibili transitori possono svolgere un ruolo nel facilitare la transizione energetica garantendo al tempo stesso la sicurezza energetica; […]”.

È un compromesso ma la strada verso l’eliminazione è tracciata, come ha osservato il Segretario generale delle Nazioni Unite: “La scienza ci dice che limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi sarà impossibile senza l’eliminazione graduale di tutti i combustibili fossili in un arco di tempo coerente con questo limite – ha dichiarato António Guterres – Ciò è stato riconosciuto da una coalizione crescente e diversificata di paesi. A coloro che si sono opposti a un chiaro riferimento all’eliminazione graduale dei combustibili fossili nel testo della COP28, voglio dire che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili è inevitabile, che gli piaccia o no. Speriamo che non arrivi troppo tardi”.

Parla a sua volta di accordo storico sul clima, il Presidente della COP28.
“Si tratta di un pacchetto storico rafforzato, equilibrato che non commette errori per accelerare l’azione sul clima – ha affermato COP28, Sultan Ahmed Al Jaber nel Comunicato stampa finale – È il consenso degli Emirati Arabi Uniti. È un piano equilibrato che affronta le emissioni, colma il divario di adattamento, reinventa la finanza globale e risolve le perdite e danni”.

Al Jaber ha espresso fiducia che tutte queste azioni cruciali contribuiranno a plasmare un mondo migliore e più pulito con una prosperità maggiore e più equa, sollecitando i passi necessari per trasformare questo accordo in attuazione.

“Ora possiamo davvero dire che ci siamo uniti, abbiamo agito e abbiamo realizzato risultati – ha proseguito il Presidente della COP 28 – Amici… lasciatemi formulare un avvertimento. Un accordo è valido tanto quanto la sua attuazione. Noi siamo quel che facciamo, non cosa diciamo. Dobbiamo adottare le misure necessarie per trasformare questo accordo in un’azione tangibile. Se ci uniamo nell’azione, possiamo avere un effetto profondamente positivo sul nostro futuro”.

Oltre al Global Stocktake, alla COP28 si sono raggiunte decisioni su:
– l’istituzione del Fondo “Loss & Damage” progettato per sostenere i Paesi in via di sviluppo vulnerabili con alcuni Paesi che hanno già stanziato centinaia di milioni di dollari;
– Il Fondo Verde per il Clima è stato implementato con risorse per un valore di 3,5 miliardi di dollari;
– il Fondo per i paesi meno sviluppati (LDC) e il Fondo speciale per il cambiamento climatico (SCCF) hanno avuto ulteriori risorse per un totale di oltre 150 milioni di dollari:
– i Progetti legati al clima (2024-2025) sono stati rifinanziati dalla Banca Mondiale con 9 miliardi di dollari l’anno di 9 miliardi di dollari all’anno;
– la Dichiarazione su clima e la salute per accelerare le azioni volte a proteggere la salute delle persone dai crescenti impatti climatici; è stata sottoscritta da quasi 120 paesi;
– la Dichiarazione su Agricoltura, Alimentazione e Clima per sostenere la sicurezza alimentare combattendo al tempo stesso il cambiamento climatico è stata firmata da oltre 130 paesi;
– il Global Cooling Pledge per ridurre le emissioni del 68% le emissioni legate al raffrescamento è stato approvato da 66 paesi.

Ora la prossima tornata dei Piani nazionali d’azione climatica (NDC) è prevista per il 2025, quando i Paesi dovranno dimostrare di rafforzare seriamente le proprie azioni e i propri impegni Sarà l’Azerbaigian (ancora un petro-stato!) ad ospitare la COP29 (Baku, 11 – 22 novembre 2024), mentre il Brasile si è offerto per la COP30.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here