Luca Sforzini sul caso Sgarbi/Repor

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“Sono proprietario di una delle 9 versioni coeve del Davide con la testa di Golia di Caravaggio. La più famosa è alla Galleria Borghese, a Roma. Non per questo, se il dipinto venisse trafugato dal Museo, potrebbero accusarmi di furto”

Luca Sforzini (proprietario del Castello di Castellar Ponzano, Tortona ed esperto d’Arte) interviene sul caso Sgarbi/Report: “Sono proprietario di una delle 9 versioni coeve riconosciute del Davide con la testa di Golia di Caravaggio. La più famosa (e quella al momento ritenuta interamente autografa) è alla Galleria Borghese, a Roma. Non per questo, se il dipinto venisse trafugato dal Museo, potrebbero accusarmi di averlo sottratto”.

Prosegue Sforzini: “Il dipinto che custodisco da decenni nella mia collezione personale illustra perfettamente – se ancora ce ne fosse bisogno – come nel Seicento fosse assolutamente normale che di una stessa opera vi fossero molte versioni, o repliche, o copie – spesso realizzate dall’artista stesso, a volte da suoi stretti collaboratori sotto la sua supervisione o con il suo intervento. E’ esattamente il caso del dipinto di Sgarbi attribuito a Rutilio Manetti“.

Argomenta Sforzini: “Il mio dipinto è assolutamente identico a quello della Galleria Borghese, ed è una delle nove repliche coeve riconosciute. Tra l’altro, l’analisi dei dipinti si evolve continuamente – e le attribuzioni sono soggette a continue revisioniad oggi la versione ritenuta interamente dipinta da Caravaggio è alla Galleria Borghese, a Roma. Domani, chissà… Proprio per questo, tranquillizzo gli eventuali ladri interessati: il mio dipinto NON è custodito nel mio Castello di Castellar Ponzano, è ovviamente al sicuro in un caveau bancario. Anche questo stride con la narrazione del furto del dipinto dal Castello di Buriasco, che a quanto pare di apprendere da alcune ricostruzioni giornalistiche sarebbe rimasto appeso, quasi a brandelli, in una sala ristorante…”

Luca Sforzini conclude con un motto latino, debitamente adattato all’occasione, che suona come una scelta di campo: “Amicus Vistorius, et pariter amica Veritas“.

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