Scalinata del Passetto: entro l’estate terminano i lavori del primo lotto

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Stanno per terminare i lavori del primo lotto del progetto di pulizia, consolidamento e protezione della scalinata a mare del Passetto. Prima dell’estate sarà riconsegnata ai cittadini e ai visitatori la prima metà della scala di destra a scendere. Si proseguirà poi con le successive lavorazioni, mantenendo sempre l’alternanza tra spazi liberi e spazi di cantiere, necessari a consntire sempre la discesa al mare. Per questo gli interventi previsti dal progetto definitivo complessivo sono stati suddivisi in due lotti

Le ragioni dell’intervento

La scalinata, mai manutentata a partire dagli anni ’30 del ‘900, rappresenta un unicum nel suo genere. I lavori si sono resi necessari per porre rimedio ai fenomeni di degrado progressivo e per mettere in atto interventi di rinforzo e di sostituzione di componenti degradati.

L’analisi dei dati raccolti preliminarmente attraverso una serie di tecniche scientifiche ha mostrato che non sono presenti significative problematiche di natura statica, in quanto le strutture murarie risultano solide e ben costruite. Le manifestazioni di degrado più rilevanti riguardano il deterioramento dei materiali lapidei che, costantemente esposti all’azione di agenti atmosferici anche di notevole intensità, hanno perso in molti casi la loro consistenza, presentandosi erosi, al punto tale da determinare a volte delle vere e proprie lacune all’interno del tessuto murario.

“Per dimensioni e destinazione d’uso – si legge nella relazione generale del progetto esecutivo – la scalinata a mare, più che un monumento, si configura come una vera opera monumentale, un imponente lavoro di ingegneria, insieme celebrativo e funzionale, che porta la firma dello stesso architetto Guido Cirilli, progettista del vicino Monumento ai Caduti, che segna il punto di partenza della discesa a mare per chi viene dalla città. Di fronte a un tema così peculiare, il progetto di riqualificazione non poteva che partire da una approfondita conoscenza del sito, dell’opera in sé stessa e dei suoi rapporti con il contesto”.

I criteri progettuali

L’intervento si basa sui criteri del reatauro conservativo e filologico ed è interamente realizzato con mezzi manuali. Ciò influisce ovviamente anche sulla durata dei tempi di realizzazione, sulle modalità di lavoro e sulla scelta dei materiali. Il restauro tiene conto del criterio dell’intervento “minimo” necessario e prevede l’utilizzo di tecniche esecutive di tipo tradizionale e di materiali compatibili con quelli esistenti, largamente utilizzati e sperimentati nel restauro architettonico e storico–artistico.

Il progetto è basato su una fase preliminare di rilievo dimensionale e fotografico, per il quale ci si è avvalsi della collaborazione di personale esperto nell’utilizzo di moderne tecnologie, come il drone e il laser scanner, che hanno consentito di ottenere una mappatura il più possibile completa delle caratteristiche dimensionali e fotogrammetriche.

Per quanto riguarda la scelta dei materiali lapidei e dei leganti utilizzati per la costruzione della scalinata, alcuni dei quali presentavano fenomeni di erosione e di degrado evidente, è stato condotto, insieme con la Soprintendenza, uno studio per conoscere le caratteristiche fisico-chimiche dei materiali presenti e per individuare, di conseguenza, i materiali da utilizzare per eventuali integrazioni. Dalle analisi è emerso che i campioni analizzati sono identificabili come rocce carbonatiche, molto compatibili con la pietra bianca proveniente dalla cava delle Cesane in provincia di Pesaro-Urbino.

Descrizione degli interventi

Gli interventi da realizzare sono stati suddivisi in tre gruppi, corrispondenti alle tre fasi di un

intervento conservativo: la pulitura, che comprende la rimozione della vegetazione superiore, delle patine, dei graffiti e di tutti quegli elementi che non fanno parte dell’architettura originaria; il consolidamento, che prevede ad esempio l’integrazione di parti mancanti e gli interventi sui giunti; la protezione, finalizzata al mantenimento dello stato di pulizia raggiunto e ad allontanare nel tempo la formazione di nuovi fenomeni di degrado.

Come già evidenziato, tutti gli interventi sono realizzati con tecniche manuali, che riducono al minimo l’invasività. Ad esempio il consolidamento viene effettuato tramite la ripresa di muratura piena con materiale simile a quello esistente, realizzata con la stessa tecnica di lavorazione, legata con malta di calce idraulica con basso contenuto di argilla.

Il nuovo impianto di illuminazione

Parallelamente agli interventi di pulizia e recupero della struttura della scalinata a mare, il progetto coglie l’occasione per predisporre un impianto di illuminazione architettonica e funzionale a servizio del monumento e dell’intero percorso di discesa, attualmente scarsamente illuminato e con illuminazione poco uniforme. L’illuminazione, una volta operativa, costeggerà la discesa nelle aree adiacenti alla scala, fino al piano posto al livello del mare. L’impianto è concepito in modo tale da rispettare le norme sul risparmio energetico.

LE DICHIARAZIONI

Sindaco Daniele Silvetti

Il nostro interesse è di restituire alla città la scalinata, che non è soltanto una via di accesso privilegiata alla spiaggia di Ancona e degli anconetani, ma è anche un monumento della città, un elemento identitario.

Abbiamo previsto un impegno di spesa per il completamento di questo cantiere, ma abbiamo anche trovato risorse per liberare questo impegno di spesa: tramite il Provveditorato siamo riusciti a reperire 900 mila euro, che ci aiuteranno a risparmiare. Questo è un altro obiettivo che abbiamo centrato.

Spero che poi gli anconetani abbiano cura di quest’opera monumentale, che ha quasi un secolo di vita. Andava fatto un recupero importante e decisivo per il rilancio di questa parte della città, che rappresenta tutti gli anconetani e non solo un quartiere.

Grazie alle maestranze e alla solerzia degli uffici e dei tecnici possiamo dire che questo è un cantiere che potremo chiudere molto presto per restituire questo luogo alla città.

Assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini

La volontà è quella di dare ancora più significato a questo luogo, che è simbolico per Ancona. Riconosciamo appieno la valorizzazione che è cominciata nella precedente Amministrazione, a cui stiamo dando seguito in maniera sollecita. Il primo lotto è diviso in due stralci. Il primo stralcio lo abbiamo completato, il secondo sarà ultimato prima dell’estate. Riusciremo a garantire l’accesso al mare anche durante l’apertura del secondo lotto, che è il simmetrico dell’attuale, dove andremo a ripetere l’intervento.

Questo lavoro è al centro degli intendimenti dei nostri uffici, su preciso mandato del sindaco e della giunta, e speriamo di inaugurare prima di Natale l’opera finita nel suo complesso.

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