7° edizione di Well@Work 2024 Istituzioni e aziende per il welfare Istituzioni e aziende per il welfare

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Si è tenuta presso lo Stadio Olimpico di Roma, la settima edizione di “Well at Work – Una visione olistica del benessere”, organizzata da HRC Group in collaborazione con Sport e Salute

L’evento, i cui protagonisti sono stati sport e benessere, è stata l’occasione per istituzioni, esperti di wellbeing, società e organizzazioni per affrontare e confrontarsi su tutte le sfaccettature del benessere sul posto del lavoro, e non solo, per portare all’attenzione importanti riflessioni in merito allo stare bene, oggi più che mai messo a dura prova da una continua instabilità finanziaria, emotiva e valoriale. Si è parlato di salute globale sostenibile, del ruolo dell’attività fisica nel benessere, del panorama sanitario globale, del discomfort, di benessere mentale, di garanzia del sostegno e dell’importanza del welfare aziendale.

Durante l’evento sono emersi alcuni dati: il 37.2% degli italiani non raggiunge i livelli minimi di attività fisica raccomandati dalle organizzazioni internazionali (dati Technogym). Secondo Haleon Pain Index, il 90% degli italiani è colpito da forme di dolore e metà lo vive in solitudine. Il 64% degli italiani considera il welfare aziendale una concreta forma di sostegno al reddito e quasi per il 50% dei giovani è determinante per la scelta del posto di lavoro. Nel 2023 la quota di persone che hanno personalmente sostenuto costi per accedere alla sanità privata si è assestata al 42%. Il 79% dei lavoratori senza sanità integrativa aziendale richiede nuovi servizi in ambito sanitario.

“La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme. Dentro questa sintesi c’è tutta la forza programmatica delle attività che il Governo è chiamato a svolgere per garantire il diritto allo sport per tutti, non ancora adeguatamente garantito nel nostro Paese. Dobbiamo riuscire ad aumentare le risorse finanziarie pubbliche, comunitarie e nazionali, per gli investimenti in ambito sportivo, mettendole a sistema e pianificando attività e interventi sulle infrastrutture. Dobbiamo migliorare l’alfabetizzazione motoria e la pratica dello sport nelle scuole di ogni ordine e grado, contrastare la piaga della sedentarietà e della solitudine attraverso la socializzazione sportiva, promuovere la cultura della prevenzione per tutelare al meglio la nostra salute utilizzando lo sport come farmaco naturale prescrivibile, usare le attività sportive come fattore di mitigazione degli impatti sociali ed economici di disagi, dipendenze e devianze”. E’ quanto ha dichiarato Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, durante il suo messaggio di saluto.

“Il nostro scopo è quello di sviluppare lo sport in Italia. Non possiamo vincere solo medaglie. Siamo nel G8 nel mondo per le medaglie ma siamo il fanalino di coda per quello che riguarda l’attività sportiva, la promozione dello sport come inclusione, come valore sociale, come aggregatore di un sistema che riesca a fare appartenenza”. E’ quanto ha dichiarato Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute, durante il suo accorato intervento. “Abbiamo capito che il nostro primo nemico era il drop out infantile al 75%, che determinava un incremento dell’obesità infantile al 9% in Italia. Abbiamo capito che dovevamo concentrarci sulla prevenzione. Per questo abbiamo iniziato a lavorare sulle impiantistiche per avvicinare i ragazzi allo sport. Lavoriamo per togliere i ragazzi dal divano e portarli dentro un impianto sportivo. Abbiamo capito che dove c’è bassa istruzione e rediti bassi lo sport non viene fatto. E allora noi dobbiamo intervenire lì e investire nell’impiantistica pubblica. Per dare ai ragazzi quello che chiedono e di cui hanno bisogno per fare attività sportiva”, ha concluso Nepi Molineris.

“Le aziende devono smettere di vivere modelli di progettualità solo in chiave di talent acquisition e talent attraction. Dobbiamo provare a vedere l’impatto che le nostre azioni hanno sulla società. Non facciamo parte di un sistema finito. E’ arrivato il tempo di smettere di guardare a un interesse veloce come può essere il profitto. Le persone possono fare la differenza e lo fanno se stanno bene insieme all’interno delle organizzazioni. Questo può portare a un profitto ben più duraturo”. E’ quanto ha dichiarato Marco Gallo, Managing Director di HRC Community, al termine della giornata di confronto. “I dati emersi oggi, oltre a determinare effetti negativi sulla salute, si traducono in costi diretti e indiretti per il sistema paese. Riconoscere un disagio è il primo passo per affrontarlo e trasformare una situazione di discomfort in una sfida e imparare qualcosa. Oggi le organizzazioni hanno un ruolo centrale nell’offrire supporto al potere d’acquisto delle famiglie, promuovere il benessere e migliorare l’equilibrio vita-lavoro. Well@Work si è rivelato non solo un appuntamento dedicato al benessere, alla salute, allo sport ma una promessa: quella di costruire un futuro in cui il benessere diventi un pilastro centrale della nostra esistenza, sul posto del lavoro, nelle aziende e nella vita di tutti i giorni. Ed è il filo rosso che abbiamo cercato di costruire oggi”, ha concluso Gallo.

“Stiamo attivando degli osservatori nazionali insieme alle istituzioni, mettendo insieme aziende, istituzioni centrali e locali e nuove generazioni per lavorare su progetti di sviluppo sostenibili. Tra questi osservatori avremo sicuramente un focus su health e wellbeing ma anche sui luoghi di lavoro, sulle sfide quotidiane e su quelle che ci riserva il futuro. Il nostro modello è proprio quello di promuovere una cultura del fare, del realizzare progetti concreti con la collaborazione di tutti: progetti, leggi, cultura”, è il commento a fine giornata di Giordano Fatali, presidente di HRC Group e founder/president di CEOforLIFE.

Al termine dell’evento, è stata lanciata l’iniziativa Wellbeing Experience, realizzata insieme a Technogym attraverso una App realizzata per HRC, ovvero una challenge tra aziende per stimolare l’engagement tra i dipendenti, promuovere una competizione positiva e stimolare il movimento.

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