Creativita’ e cultura, per un modello italiano di sviluppo

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Sono state ventilate un sacco di ipotesi su cosa può salvare l’Italia dalla crisi. Nel mondo si parla anche di maggior spazio alle donne che stanno diventando un target interessante per il mercato. Nel frattempo una Commissione di studio incaricata dal Ministero dei Beni artistici e culturali e presieduta da Walter Santagata, professore ordinario di Economia della cultura all’Università di Torino, ha stilato il suo rapporto sulla creatività e produzione di cultura in Italia, pubblicato dall’Università Bocconi con il titolo di “Libro bianco sulla creatività. Per un modello italiano di sviluppo”. A 17 decisioni fondamentali e 53 azioni da intraprendere, il tutto suggerito per ridare slancio alle politiche culturali in Italia, gli studiosi della Commissione sono giunti dopo aver esaminato gli ingredienti principali dell’esperienza italiana, per il modello così come è percepito all’estero, proprio grazie a creatività e cultura che sono un vantaggio competitivo per il made in Italy. Presi in esame i settori del design, della moda, di cinema, televisione, radio ed editoria, del branding, dell’industria del gusto, del patrimonio culturale, l’architettura, la musica, lo spettacolo e l’arte contemporanea, ognuno con le sue specificità e con il contributo alla produzione culturale del nostro Paese. Da questa analisi sono state elaborate alcune strategie per superare sfide, ma anche i vincoli che spesso dividono un settore dall’altro, nonostante i punti in comune. Fondamentale è l’urgenza con cui si invita a intervenire, per essere “all’altezza della cultura materiale e umanistica del nostro passato e non perdere il contatto con la cultura tecnologica del futuro”. Si propone anche di aumentare la spesa pubblica per la cultura, portandola ad almeno l’1% del bilancio dello Stato, contro il misero 0,22% di oggi, ma soprattutto con una razionalizzazione e qualificazione che permettano di operare scelte oculate a favore del nostro patrimonio di creatività e cultura, perché, così come comincia il primo capitolo, “La creatività conta. Conta nell’arte, nella scienza, nella cultura e, non ultima, nell’economia”.

Creativity and culture, for an Italian model of development
They have been made a lot of hypothesis on what can save Italy from the crisis. In the world it is spoken also about greater space to the women who are becoming a target interesting for the market. Meantime a Commission of study charged from the Ministry of the artistic and cultural Assets and presided from Walter Santagata, ordinary professor of Economy of culture to the University of Turin, has drafted its relationship on the creativity and production of culture in Italy, published from the Bocconi university with titled “White book about creativity for an Italian model of development”. To 17 fundamental decisions and 53 he sets in action to undertake, the all suggested one in order to give again overhung to the cultural policies in Italy, the students of the Commission are joints after have examined the main ingredients of the Italian experience, for the model thus like is perceived abroad, thanks to creativity and culture that are a competitive advantage for the made in Italy. It’s urgent to step in with to being “to the height of the material and humanistic culture of our past and not losing the contact with the technological culture of the future”. He proposes himself also to increase to the public spending for the culture, carrying it at 1% of the State budget, against 0.22% of today, but with a rationalization and qualification that allow to operate chosen prudent in favour of our patrimony of creativity and culture.

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