Adriatico e Ionio al centro dell’Europa

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“L’Adriatico è al centro della nuova Europa – dichiara l’ambasciatore Alessandro Grafini, chiamato a dirigere e guidare il Segretariato permanente dell’IAI. Il Segretariato e l’IAI, rispetto a tutte le associazioni nate tra università, città, Camere di commercio, sono un po’ il cappello, il principio di tutti, hanno una funzione internazionale ancora più importante, visto che fanno riferimento direttamente agli Stati e ai governi in carica. “Presidenza e Segretario – racconta Grafini, parlando del suo lavoro – operano all’unisono ed è ovvio che essendo attualmente la presidenza in mano all’Italia e al Ministero degli Esteri, il lavoro per il Segretariato è più agevole. L’Iniziativa Adriatico Ionico è nata nel 2000 nelle sale del Palazzo degli Anziani di Ancona e ha sempre avuto molti punti di contatto con tutte le altre organizzazioni che mettono in relazione analoghi organismi dislocati nelle due sponde dell’Adriatico – Ionio.
Voluto fortemente dagli Stati, sotto l’egida dell’Unione Europea, presente nel 2000 con l’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi e con Javier Solana – Madriaga, segretario generale del Consiglio dell’Unione europea e alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune, l’IAI venne istituita al summit sullo sviluppo e la sicurezza nei mari Adriatico e Ionio, tenutosi ad Ancona, il 19 e 20 maggio 2000, al quale parteciparono i capi di Stato e di governo di Italia, Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Grecia e Slovenia. Tutti i ministri degli Affari esteri siglarono la cosiddetta Dichiarazione di Ancona che sancisce il rafforzamento della cooperazione regionale, aiuta a promuovere la stabilità politica ed economica europea creando così una solida base per il processo di integrazione dei Paesi balcanici all’UE.
Nel tempo tutti gli altri Paesi dell’Adriatico e dello Ionio si sono uniti all’IAI che celebrerà i suoi primi dieci anni, quindi, proprio sotto la presidenza italiana.
Dal 2000 in poi, l’IAI ha lavorato, ma ha anche registrato un periodo di stasi, proprio per l’assenza di un Segretariato che potesse tenere le fila di tutto il lavoro svolto e da svolgere, i documenti, i rapporti con tutti i Paesi coinvolti. Non è un caso, infatti, che tutte le strutture di questo tipo siano dotate di un Segretariato ed ecco perché la forte volontà e l’impegno di tutti nel creare il Segretariato permanente proprio ad Ancona. L’impulso definitivo alla creazione è giunto dal meeting di Zagabria nel 2008 che non solo ha stabilito la creazione del Segretariato, ma ha anche deciso all’unanimità la sede di Ancona e l’elezione a Segretario Generale dell’ambasciatore Alessandro Grafini per tre anni. La Regione Marche ha poi fatto il resto, assegnando al Segretariato una sede di grande pregio come la struttura appena recuperata della Cittadella.
“La sede è prestigiosa – afferma soddisfatto l’ambasciatore Grafini – in tutta la mia carriera diplomatica non ho mai avuto una sede così bella e sul mare per giunta. Il Segretariato è importante per l’IAI, creando linee di continuità tra le presidenze che altrimenti rimarrebbero chiuse in sé. Abbiamo inoltre la funzione non secondaria, ma fondamentale di raccolta di tutta la documentazione. A cominciare da quella Dichiarazione di Ancona che per l’IAI costituisce un po’ lo Statuto di base e che ha parecchi punti in comune anche con la Carta di Ancona, documento di cui si è dotato il Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio. Punto comune, ad esempio, è la regional cooperation, quale base per giungere all’integrazione europea. Ma in comune hanno anche temi come la cultura, il turismo, i trasporti, l’economia e in particolar modo le PMI. Sono quattro i gruppi di lavoro che contraddistinguono l’IAI, quasi cinque, se scorporiamo il turismo e sono: Trasporti e cooperazione marittima; ambiente e protezione civile in particolare sull’emergenza incendi; cultura e interscambi universitari; il già citato turismo; le piccole e medie imprese. Dall’avvio dell’IAI è sparito un gruppo di lavoro istituito dieci anni fa per il controllo della sicurezza del mare”.
Come si rapporta il Segretariato dell’IAI con le altre organizzazioni come il Forum delle città, quello delle Camere di Commercio e UNIADRION?
“Nella dichiarazione di Zagabria, c’è un passaggio specifico che dice che il Consiglio dei ministri dell’IAI prende atto delle associazioni esistenti e richiede al Segretariato permanente di accentuare la collaborazione con gli stessi, tutti con sede ad Ancona. Ma da questo punto di vista non ci sono problemi: c’è una continua unanimità di intenti, un’assoluta collaborazione e un’attiva sinergia con tutti, con contatti telefonici quotidiani!”.
Ambasciatore Grafini, il programma della presidenza italiana?
“C’è soprattutto l’intenzione di diventare un’iniziativa project oriented e questo sta avvenendo. La presidenza italiana si è posta l’obiettivo di stringere rapporti con le altre organizzazioni di analoga natura come l’Iniziativa Centro Europea, con sede a Trieste che ha un baricentro più centro – orientale rispetto al nostro. E c’è la volontà di attivarsi su più tavoli, sfruttando la dimensione parlamentare dell’IAI anche per tutte le altre iniziative collegate, proprio perché tale dimensione ha un impatto mediatico sicuramente più forte. Un ulteriore compito che ci siamo proposti in questo anno è quello, importante, di contribuire all’integrazione europea: l’Italia, la Slovenia e la Grecia stanno aiutando gli altri Paesi IAI ancora non membri.
In conclusione, come ho anche affermato nel recente vertice dell’INCE a Bucarest, bisogna utilizzare l’IAI all’interno di una strategia adriatico – balcanica mirata a portare quest’area a essere un punto focale nella costruzione europea. A questo fine va eliminata la macchia bianca nella carta europea costituita dai Balcani occidentali. La IAI può essere un importante strumento per raggiungere questo fine che rappresenta una priorità nella gestione della Presidenza italiana e della politica estera del nostro Paese”.

Adriatic and Ionian sea in the centre of Europe
“The Adriatic is in the centre of the new Europe – the ambassador Alexander Grafini declares, called to direct and guide the permanent Secretariat of the AII. “Presidency and Secretary – Grafini tells – operate in unison and it’s obvious that being currently the presidency in the hands of Italy and to the Ministry of the Foreign countries, the job for the Secretariat is easier.
The Adriatic Ionic Initiative was born in 2000 in the hall of the Palace of the senior of Ancona and has always had many points of contact with all the other organizations that put in relation analogous organisms dislocated in the two sides of Adriatic-Ionian. Intentional wanted from the States, under the aegis of the European Union, present in 2000 with the president of the European Commission Romano Prodi and with Javier Solana-Madariaga, the AII was instituted to summit on the development and the emergency in the seas Adriatic and Ionian, taken placed at Ancona, the 19th and 20th May 2000, to which the heads of State and government of Italy, Albania, Bosnia Herzegovina, Croatia, Greece and Slovenia participated. All the ministers of the Foreign policies initialled the Declaration of Ancona that sanctions the strengthening of the regional cooperation, is able to promote European political and economic stability creating a solid base for the process of integration of the Balkan Countries to the UE.
What is, ambassador Graffini, the program of the Italian presidency?
“There is above all the intention to become an initiative project oriented and this is happening, having embraced for example plan of tourist feature to giving a brand of international value to the Adriatic-Ionic river basin.
There is the will to activate on more tables, being taken advantage of the dimension Parliamentarian of the AII also for all the other connected initiatives, just because such dimension has surely a more strong mass media impact”. 

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