Aria irrespirabile? L’avevamo segnalato

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“Che noia dover ripetere che l’avevamo detto!”. E’ con queste parole che Giovanni Mauro, ufficialmente rappresentante del movimento Dedalus, nato all’interno del porto di Ancona ad opera di alcuni operatori, liquida il clamore suscitato dallo studio di Legambiente. Ma forse così noioso non è se, nell’ultima nota diffusa, si sottolinea come la questione ambientale sia stata la principale ragione delle dimissioni di Giovanni Mauro da presidente della locale Associazione degli Agenti Marittimi nel 2007, anche “vista la diffida pubblica – si legge in una nota a firma di Mauro – da parte del Presidente nazionale dell’Associazione stessa ad occuparmi dell’argomento!! Le nostre aziende da allora sono uscite, dopo oltre 50 anni, dall’Associazione di categoria”.
Altro che noia! “Forse è arrivato il momento non tanto di riflettere, ma di operare concretamente per la soluzione dei problemi ignorati dal sistema!”.
La sigla PM10, meglio nota come “polveri sottili”, rappresenta una miscela di particelle solide e liquide sospese in aria, aventi dimensioni inferiori a 10 micron (un micron è pari a un millesimo di millimetro). La loro composizione è formata da metalli (piombo, cadmio, zinco, nichel, rame), solfati, nitrati, sabbie, ceneri, polveri di cemento e carbone.
“Teniamo presente – aggiunge Giovanni Mauro – che nel porto di Ancona dobbiamo fare i conti anche con caolino e cereali che, insieme al carbone, determinano una composizione decisamente esplosiva”.
La concentrazione di polveri sottili nell’aria delle Marche è consultabile nei siti internet delle cinque Province, attraverso la pubblicazione costante dei dati raccolti dalle centraline dislocate in tutto il territorio.
La provincia di Ancona ha 9 centraline installate che rilevano i dati delle PM10 derivanti dal traffico e dalle industrie. Sono centraline che hanno avuto un’efficienza di funzionamento (ovvero la percentuale di rilevamenti) pari a 81,8%.
La media provinciale dei superamenti è stata di 91 giorni, il che significa che tutti i soggetti possono cominciare ad avvertire effetti sulla salute.
La centralina di rilevamento installata al porto di Ancona, invece, ha registrato 113 superamenti in un anno, dando, come esito finale, una valutazione di aria insalubre. Che cosa sono i superamenti? L’andare oltre il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo.
Ancona è la terza città più inquinata d’Italia, Macerata la quarantaquattresima, Pesaro, ultima delle cinque province si trova al cinquantunesimo posto. Posizioni assai poco lusinghiere delle città marchigiane nella classifica nazionale Mal d’Aria, il dossier di Legambiente sulla condizione dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani nel 2009. Già dal 2007, anche l’associazione ambientalista dichiara a gran voce che sono due i mali che affliggono l’aria di Ancona: il traffico e il porto con le varie attività che vi insistono, ma i rimedi messi in campo non sono mai stati sufficienti e tanto meno le scelte per una maggiore sostenibilità delle attività portuali. Insomma contromisure inefficaci!
E inefficaci sono stati i lavaggi delle strade con acqua e lo speciale additivo che ha la funzione di ridurre la dispersione nell’aria delle polveri sottili…
”Non sarà certo con il lavaggio delle strade o con dimenticate biciclette elettriche lasciate ad arrugginire da qualche parte che si potrà risolvere la situazione – dichiara Giovanni Mauro – e non sarà con il controllo delle navi, tralasciando il traffico. Credo e ormai è cosa quanto mai evidente, che la colpa di questa situazione insostenibile sia da attribuire alla mancanza di lungimiranza della politica! Non si è ancora capito quale strada prendere e pensare che esiste un Progetto esecutivo di interramento davanti a Palombella e Torrette, datato 1960, completamente abbandonato e disatteso, con l’evidente colpa di aver commesso errori decisamente infantili. Via Conca, via Bocconi, il porto e la Baraccola sono nel totale caos, con un’evidente cattiva gestione dell’esistente che dura da troppi decenni: forse l’unica soluzione è… la fuga! Quando “la densità”, di popolazione e attività, calerà del 50%, solo allora, forse, la situazione potrà registrare un miglioramento, perché andando avanti di questo passo si continuerà a sbagliare e quindi si può solo peggiorare”.
E quello che si registra ad Ancona, pur con i dovuti distinguo, resta un problema comune di tutte le città con un porto.
www.lamiaaria.it

Unbreathable air? We had said it!
Ancona is the third more polluted city of Italy, Macerata is at the forty-fourth place, Pesaro is the last of five provinces at the fifty-first place.
Unflattering positions for Marches cities in the national classification air ache, the report of Legambiente about the status of the air in the Italian county town in the year 2009.
“ What a bummer to repeat that we had said it!” With these words Giovanni Mauro, officially representative of the Dedalus movements, born in the Ancona dock due to some workers, replies at the clamour provoked by the study of Legambiente.
Perhaps it’s not so boring if we mark that the environment matter is the main cause of Giovanni Mauro resignations as President of the local Association of Maritime agents in the 2007, also “after the public warning – we can read in a note signed by Mauro – from the National President of the association itself to work on the matter!! From then ours companies have exited from the professional Association , later than 50 years. All except the boredom! It’s perhaps the moment to work and not to reflect, in order to resolve the problems unheeded by the system.
The initial PM10 known as “Particular matters” refers to a blend of solid matters suspended in the air with a diameter inferior of 10 micrometers (one micron is equal to one thousandth per millimetre). Their composition is made by metals (lead, cadmium, zinc, nickel, copper, sulphates, nitrates, sands, ash, cement and coal dust).
“We have to consider that in the Ancona dock –Giovanni Mauro adds – there is the kaolin and cereals, that with coal determine an explosive composing”.

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