Autonomie loc.: Consiglio approva piano valorizzazione 2010

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Udine, 23 mar – Ha ottenuto il via libera unanime dal Consiglio delle Autonomie locali, riunitosi oggi a Udine, il Piano di valorizzazione territoriale per l\’anno 2010 che incentiva l\’unione tra Comuni al fine di contenere la spesa degli Enti locali ed accrescere la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Il documento, già approvato dalla Giunta regionale lo scorso 11 marzo, mira alla ricognizione annuale delle forme associative (unione dei Comuni e associazioni intercomunali) e dei Comuni risultanti da fusione, nonché alla definizione dei criteri e delle modalità di assegnazione dei fondi (12,5 milioni di euro annui) destinati a sostenere la gestione condivisa dei servizi.
Nel ricordare come il documento approvato sia sostanzialmente diretta conseguenza dell'attività svolta nel 2009, l'assessore regionale alle Autonomie locali, Federica Seganti, ha richiamato l'attenzione sul fatto che la legge finanziaria per l'anno corrente recepisce alcune modifiche proposte di semplificazione del sistema di finanziamento delle forme associate. Il raggiungimento dell'intesa da parte del Consiglio è stato commentato dall'assessore come un "ulteriore passo in avanti di gestione associata dei servizi in favore dei cittadini".
In proposito l'assessore Seganti ha accolto la proposta, presentata dal sindaco di S. Dorligo della Valle, Fulvia
Premolin, riguardante la costituzione di un ufficio legale sovracomunale tra i Comuni della Provincia di Trieste per la gestione delle controversie.
Il Consiglio delle Autonomie ha espresso poi parere favorevole sulle due proposte di legge all'ordine del giorno.
La prima, presentata dai consiglieri regionali Asquini e Narduzzi, riguarda il sostegno all'acquisto dei carburanti per
autotrazione e di promozione per la mobilità individuale ecologica ed il suo sviluppo. L'obiettivo di tale norma è quello di accelerare e rafforzare la tendenza di trasformare la mobilità in un sistema ecologicamente molto più compatibile.
La seconda proposta di legge (presentata dai consiglieri regionali Pedicini, Galasso, Baritussio, Marin, Ciani, Marini, Blasoni, Bucci, Cacitti, Camber, Cargnelutti, Colautti, Dal Mas, Novelli, Santin, Tononi e Valenti), consentirà invece ai Comuni capoluogo di Provincia ed a quelli con popolazione superiore a 50 mila abitanti di articolare il loro territorio per istituire le circoscrizioni di decentramento.
Come noto, la modifica attuata dal Parlamento comporta la sostanziale soppressione delle circoscrizioni presenti nei Comuni di Udine, Pordenone e Gorizia, mentre consente a Trieste di mantenerle. I firmatari della proposta sostengono che i costi delle circoscrizioni sono irrisori rispetto alla funzione d'unione da loro svolta tra l'amministrazione comunale e le popolazioni dei quartieri.

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