Istruzione forza per unire i popoli dell’area Adriatica

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Trieste, 29 apr – Un appello ai governanti europei, nazionali e regionali affinché l\’istruzione venga considerata una forza fondamentale per unire i popoli dell\’Area Adriatica è stato lanciato oggi, da Trieste, da rappresentati delle istituzioni e delle autorità scolastiche, da presidi, insegnanti e studenti riuniti per iniziativa del Collegio del Mondo unito dell\’Adriatico e della Regione Friuli Venezia Giulia. Come ha spiegato l'ambasciatore Gianfranco Facco Bonetti, presidente del Collegio dell'Adriatico (uno dei 13 esistenti al mondo), le scuole giocano un ruolo strategico nello sviluppo delle comunità locali e l'appello nasce dalla convinzione che un più intenso scambio di esperienze e conoscenze tra studenti e docenti dell'area possa dare impulso anche alla collaborazione politica e istituzionale.
Ecco che nel documento è scritto che "i giovani rappresentano una delle maggiori risorse e investire in sistemi educativi avanzati, basati su una piattaforma comune, offrirà un'occasione unica per una maggiore unità dell'Area adriatica, con una comprensione condivisa delle sue diverse identità culturali". E non a caso oggi, accanto ai ragazzi del collegio dell'Adriatico, erano presenti coetanei del Collegio di Mostar e di un liceo del Montenegro.
All'incontro ha partecipato, in rappresentanza della Regione, l'assessore all'Istruzione e cultura, Roberto Molinaro, che, definendo importante il confronto odierno, ha insistito sul concetto di istruzione quale motore dello sviluppo.
Per Molinaro il Collegio dell'Adriatico rappresenta "un'eccellenza di cui siamo orgogliosi". Per cui "vorremmo che
esso potesse essere punto di riferimento per iniziative di respiro internazionale perché in questa regione, fondatrice di Alpe Adria e promotrice dell'Euroregione adriatica, parlare di Europa è scontato".
E se infatti la vocazione internazionale è "trasversale rispetto a buona parte delle attività istituzionali dell'Amministrazione regionale", la modifica della carta costituzionale del 2001, che attribuisce maggiore responsabilità alle Regioni in tema di istruzione, consente anche una collaborazione con il Collegio per
delineare nuovi scenari, per dar vita a buone pratiche, da estendere al resto del sistema educativo, caratterizzato ormai dalla tendenza a sviluppare competenze piuttosto che saperi specifici, e prossimo alla riforma della suola superiore.

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