Ricerca: Maurizio Prato eletto socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei

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Il prof. Maurizio Prato, dal 2000 professore ordinario di Chimica Organica presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Trieste, è stato eletto socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. Leccese di nascita, il prof. Prato si è laureato a Padova nel 1978, dove è diventato ricercatore universitario nel 1983 presso il Dipartimento di Chimica Organica. Dopo alcuni periodi di studio e ricerca all’estero, in particolare nel 1986-87 presso la Yale University, nel gruppo del prof. Samuel J. Danishefsky e nel 1991-92 presso la University of California, Santa Barbara, dove ha collaborato con il prof. Fred Wudl, si è trasferito a Trieste quando nel 1992 è diventato professore associato. . Attualmente è preside vicario della Facoltà di Farmacia e vice direttore della scuola di dottorato in Scienze Chimiche, Farmaceutiche e Tecnologiche. Ha pubblicato oltre 400 articoli su riviste internazionali ad alto impatto, per un totale di oltre 16 mila citazioni e un fattore h di 70. Maurizio Prato è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori scienziati nel settore delle nanotecnologie del carbonio, una scienza relativamente giovane, nata con la scoperta dei fullereni e dei nanotubi di carbonio all’inizio degli anni novanta. La “Prato Reaction” (http://en.wikipedia.org/wiki/Prato_reaction), pubblicata nel 1993 in un articolo del Journal of the American Chemical Society, viene ancora oggi citata in media 50 volte all’anno, e costituisce uno dei metodi sintetici di maggior successo per la funzionalizzazione di nanostrutture di carbonio. Fra i più recenti risultati acquisiti nel gruppo di ricerca di Maurizio Prato, in collaborazione con altri gruppi, italiani e stranieri, troviamo: la messa a punto di un sistema molecolare per la conversione dell’energia solare in energia chimica, finalizzato alla produzione di idrogeno molecolare dall’acqua come carburante pulito; l’uso dei nanotubi di carbonio funzionalizzati nel trasporto mirato di farmaci e nella nano-neurofisiologia, dove i nanotubi, utilizzati come substrati per la crescita neuronale, consentono di ipotizzare che la riconnessione fra zone di midollo spinale interrotte a causa di un trauma potrebbe un giorno essere ripristinata grazie alla capacità dei nanotubi di integrarsi con i tessuti neuronali e di stimolarne l’attività. Dal 2003 al 2006 è stato direttore editoriale del Journal of Materials Chemistry, edito dalla Royal Society of Chemistry di Londra, e tuttora fa parte dell’International Advisory Board di alcune importanti riviste internazionali, come Chemical Communications, European Journal of Organic Chemistry, NANO. Viene invitato a offrire il suo contributo in congressi internazionali e a tenere conferenze in molte università del mondo, in particolare un ciclo di seminari in Giappone nel 2002 e il “Swiss Tour”, nel 2006. Ha ricevuto numerosi premi per i risultati ottenuti con le sue ricerche, fra cui il Premio Federchimica-Per un Futuro Intelligente (1997), il Premio Nazionale per le Ricerche (2002), della Divisione di Chimica Organica della Società Chimica Italiana, una Menzione d’Onore dell’Università di Trieste (2004), il Premio Ciamician-Gonzalez, istituito dalla Società Chimica Italiana e dalla Società Chimica Spagnola (2008), la Medaglia d’oro Mangini, Società Chimica Italiana (2009), la Ree-Natta Lecturship, in seguito a un accordo fra la Società Chimica Italiana e dalla Società Chimica Coreana (2010). Nel 2008 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento alla carriera, alla produttività scientifica e alla innovazione tecnologica “Advanced Research Grant”, dall’European Research Council, con un finanziamento per la ricerca di 2,5 mln di euro amministrato dall’Università di Trieste.

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