Croazia, in vendita i beni militari

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Trieste, 12 ott – Il governo della Repubblica di Croazia ha deciso di dismettere al più presto dei residui impianti militari ancora di proprietà statale lungo la fascia costiera. Si tratta di caserme e centri di addestramento (con relativi terreni adiacenti) appertenuti all\’ex Armata jugoslava e poi passati per automatismo sotto la giurisdizione del ministero della Difesa Croato. Se, per ipotesi, il governo li mettesse all\’asta e riuscisse a venderli a prezzi di mercato come terreni edificabili, con un prezzo minimo di 100 euro al metro quadrato, ciò basterebbe per cancellare di colpo i circa due miliardi di euro di disavanzo pubblico. Se, per ipotesi, il governo li mettesse all'asta e riuscisse a venderli a prezzi di mercato come terreni edificabili, con un prezzo minimo di 100 euro al metro quadrato, ciò basterebbe per cancellare di colpo i circa due miliardi di euro di disavanzo pubblico.
Gli ex impianti militari distribuiti lungo la fascia litoranea, tutti a non più di 5 chilometri dalla linea costiera, sarebbero in tutto 45, da Punta Salvore, in Istria, all'area di Cilipi, nella ragione di Ragusa, il complesso Cis sul promontorio di Musil, l'ex caserma Sepurine a Nona, (con più di un milione di metri quadrati), la caserma di Rogoznica (con 63 mila metri quadrati), un'altra base militare nell'area costiera di Sebenico (con 195 mila metri quadrati), le caserme Ravnice e Plovanija (59 e 19 mila metri quadrati), l'ex centro addestrativo e base della marina presso Sebenico (195 mila metri quadrati), un ex insediamento della marina Velopin nei dintorni di Lussinpiccolo (95 mila metri quadrati).
Attualmente, in queste settimane, si sceglieranno i periti incaricati di fissare singolarmente i prezzi minimi. Poi si procederà a indire il bando di gara. I primi in vendita sono gli ex complessi militari nelle zone di Sebenico e Zara.

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