Istituito in Regione tavolo permanente per Porto Marghera

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Al termine di quasi 3 ore di serrata discussione è stato costituito in Regione Veneto il Tavolo Permanente per Porto Marghera previsto da una legge regionale di quest’anno, che si pone sin da subito come interlocutore unico rispetto al livello nazionale e come laboratorio d’idee per dare uno sbocco alla crisi del sito industriale veneziano. L’incontro era stato convocato dal Presidente Luca Zaia, ieri impegnato a Roma per i funerali dei 4 alpini uccisi in Afghanistan. La Giunta regionale era rappresentata dal Vicepresidente Marino Zorzato e dall’assessore Renato Chisso. Attorno al tavolo c’erano i rappresentanti dei sindacati, delle organizzazioni imprenditoriali e di categoria, delle Istituzioni veneziane, Regione, Provincia e Comune. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto ed il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa. Per essere da subito concreti, il dirigente regionale del Progetto Venezia, Giovanni Artico, è stato incaricato di costituire un gruppo di lavoro tecnico che, in tempi brevi (si è parlato di 30-40 giorni), avvii l’elaborazione di un primo pacchetto di proposte concrete. Il quadro di riferimento è quello costituito dalla richiesta, già formalizzata con delibera della Giunta regionale del 21 settembre scorso al Ministero dello Sviluppo Economico, di riconoscere Porto Marghera e zone limitrofe, in particolare l’isola di Murano, come “area di crisi industriale complessa”. “A questo tavolo ci possono comprensibilmente essere idee diverse – ha detto da parte sua il Vicepresidente Zorzato – ma oggi è particolarmente importante salire su questo treno, saper essere una squadra unica e lavorare con concretezza, chiedendo l’appoggio forte dei nostri ministri e parlamentari veneti ed avendo come obiettivo quello di creare nuovi posti di lavoro lavorando all’attacco del futuro e non in difesa di qualcosa”. “Dobbiamo sfruttare al massimo l’occasione dataci dal decreto ministeriale del 24 marzo scorso sulle aree di crisi industriale – ha detto Chisso – ed in questo la delibera regionale del 21 settembre non lascia adito a dubbi. Il ragionamento – ha aggiunto – oggi si è evoluto e questo tavolo non va più considerato solo il tavolo della chimica, ma un luogo dove elaborare una strategia su un’area complessiva, cercando e trovando anche linee di reindustrializzazione”. Da più parti si è infine convenuto sulla necessità di agire sul livello nazionale perché il tavolo costituito oggi sia la vera sede operativa del confronto che si andrà ad effettuare con il Governo ed il Ministero per lo Sviluppo Economico.

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