Quando la cooperazione non funziona: storie di sequestri e ricatti

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A ottobre del 2009 è stato annunciato da Adriatic Lines, compagnia armatrice italiana agenziata a Ravenna da Sfacs, un collegamento marittimo Italia – Grecia, esclusivamente dedicato al trasporto di mezzi pesanti, accompagnati e non. La rotta prescelta era tra Ravenna e Corinto, ma si sarebbe dovuto aggiungere lo scalo di Igoumenitsa dopo il primo avvio della linea. Erano previste 3 corse settimanali in partenza da ciascuno dei porti menzionati, con orari di partenza e arrivo adattati alle esigenze dei trasportatori; durata media del viaggio: un giorno e mezzo.

Un’ottima cosa, verrebbe da dire, soprattutto per il porto di Ravenna che, per quanto concerne i servizi di linea riconducibili alle autostrade del mare, ha al suo attivo un unico operatore storico, la Tirrenia, che collega questo porto con Catania. Tutto di guadagnato, quindi. Invece, proprio al termine del periodo di avviamento della linea e proprio nel momento (inizio estate scorsa), in cui era logico aspettarsi il massimo afflusso di mezzi a bordo, sia della motonave “Ropax 1” che della “Ropax 2”, rispettivamente il 5 e il 9 giugno 2010, ultimate le operazioni di sbarco, vengono impedite quelle d’imbarco dagli attivisti del PNO, il sindacato marittimo ellenico.
Strana coincidenza! Le motivazioni ufficiali? Il sindacato ellenico, ritenendo che il personale imbarcato non fosse sufficiente per garantire la sicurezza dei passeggeri trasportati, chiedeva la presenza a bordo di 110 marinai e… pretendeva che i 64 membri dell’equipaggio di nazionalità rumena fossero tutti sostituiti da marinai greci.
A questo proposito va ricordato che le Capitanerie dei porti interessati (Ravenna e Corinto), in conformità alle disposizioni comunitarie vigenti, hanno più volte ispezionato, dapprima separatamente e poi congiuntamente, entrambe le navi che si intendevano impiegare nel servizio di linea e hanno visionato e approvato i certificati
delle suddette navi, incluso il “ruolino equipaggio”; va, inoltre, enfatizzato che la Comunità europea, verificata la
conformità di tutti i requisiti previsti dalprogetto “Marco Polo”, creato per sostenere lo sviluppo delle “autostrade
del mare”, con l’obiettivo di trasferire per mare una significativa quota parte del trasporto merci su gomma,
aveva ammesso questa linea al finanziamento del 4% dei costi fissi per i primi tre anni, ritenendola di interesse
per l’Europa.
Vista quindi la palese inconsistenza della richiesta avanzata dal sindacato, la Adriatic Lines, rivoltasi al Tribunale greco, si è vista riconoscere le proprie ragioni attraverso due ingiunzioni, (la seconda, a seguito di ricorso presentato dal Sindacato) con le quali veniva intimato di togliere il blocco alle navi e di lasciarle partire; ma la decisione, inaspettatamente, non viene fatta immediatamente applicare dalle competenti autorità greche. Per cercare di sbloccare la situazione, sono scesi in campo i parlamentari europei Carlo Fidanza (Pdl) e Gianluca Susta (Pd) che, in due interrogazioni al Parlamento europeo, hanno chiesto alla Commissione esecutiva se non ritenesse che l’impedimento ad Adriatic Lines di esercitare liberamente un servizio di linea Ro-Ro tra Stati membri della UE, non si configurasse come una palese violazione della normativa comunitaria applicabile (Regolamento 4055/86 – che sancisce appunto il principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi tra Stati membri). Si ha, inoltre, notizia che anche la diplomazia italiana è stata interessata al caso, ma, evidentemente, con miserrimi risultati, dato che la m/v” Ropax 2” è rientrata a Ravenna solo il 5 luglio successivo. Malgrado la sconfortante esperienza vissuta, l’Adriatic Lines ha tentato di riavviare la linea, facendole fare un ulteriore viaggio; ma, giunta nuovamente a Corinto, ha dovuto suo malgrado verificare che non sussistevano garanzie sufficienti per continuare il servizio, per cui, rientrata a Ravenna, ha fermato la “Ropax 2” in banchina dal 12 luglio, mentre la “Ropax 1” è ormeggiata nel porto di Corinto dal 5 giugno 2010, come già detto.

Entrambe le navi sono ancora “armate”, anche se con equipaggio ridotto e continuano a maturare giornalmente “costi” non recuperabili da ricavi. Nel frattempo, ovviamente, i clienti sono tornati a usufruire dei servizi offerti dall’armamento greco.
Dal susseguirsi dei fatti risulta chiaramente che il vero obiettivo era quello di impedire l’affermarsi di un servizio di linea in concorrenza con quelli operati, dai porti italiani dell’Adriatico, da una decina di armatori greci. Stante la situazione, il 29 settembre scorso la compagnia armatrice ha deciso di ritirarsi dall’esercizio
di questo servizio di linea. Resta l’amarezza di constatare, una volta di più, che i tempi della diplomazia non riescono ad allinearsi alle esigenze dell’economia e la politica italiana insieme al Governo non riesce a difendere il prestigio del Paese nel sostenere, come sarebbe opportuno e doveroso, le iniziative imprenditoriali svolte nel
totale rispetto delle regole.

When the cooperation is not right: history of seizes and blackmails
On October 2009 it has been announced by Adriatic Lines, Italian ship company in Ravenna at Sfacs, a sea route Italy – Greece, for heavy transport only. The route chosen Ravenna – Corinto, (then in addition Igoumenitsa) had 3 trip weeklies to last of one day and a half. But at the end of the period of starter of route, the motor-ships “Ropax 1” and “Ropax 2” were stopped by the activists of PNO, the Greek marine union which thought could be not enough the boarded staff for the emergency and claimed the substitution of 64 Rumanian sailors with as many Greeks. Must be remembered that the Harbours-office of the interested ports (Ravenna and Corinto) have many times over inspected both of them, appro-ving the certificates, included the “laws for ship crew”. After the obvious uselessness of the request made by the union, the Adriatic Lines, addressed to Greek Court, has had the recognition of own reasons through two injunctions, with which was commanded to remove the block to the ships and to allow leave them; but the decision wasn’t immediately applied by the qualified Greek authorities. In order to break the deadlock, occurred the European parliamentarians Carlo Fidanza (Pdl) and Gianluca Susta (Pd), in two European parliamentary inquiry, they have asked to the executive Commission if the event violated the communitarian laws for this situation. After the attempt to restart the route, the Adriatic Lines has had to stop “Ropax 2” to Ravenna from 12th July, while “Ropax 1” is moored in the port of Corinto since 5th June 2010. Both the ships “are still moored” and daily accrue costs “not recoverable” from revenues. Last 29th September the ship company has decided to suspend this service line. Once again, our diplomacy does not succeed to defend the entrepreneurial initiatives in the full respect of the laws.

www.sfacs.it

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