Donne più forti degli uomini, ma non sanno fare cordata

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In occasione della Giornata mondiale della donna – è la riflessione della presidente della Commissione regionale delle pari opportunità, Santa Zannier – non possiamo negare che nella nostra società non siano stati compiuti passi verso il riconoscimento di pari diritti e pari opportunità sostanziali.
Ma siamo nel terzo millennio – prosegue la Zannier – e in Italia esistono alcuni dati oggettivi: la popolazione femminile è più numerosa di quella maschile; le donne in Parlamento sono solo una piccola percentuale rispetto agli uomini; le donne importanti si possono contare su una mano; le nuove generazioni femminili, più forti e decisamente predominanti, hanno messo in crisi i coetanei maschi, che faticano a reggere il confronto.

La donna, quindi, ha dimostrato di essere protagonista, di essere pronta per gestire un cambiamento convincente nel lavoro e nella famiglia, di essere in grado di sostituire modelli superati e di saper rispondere ai mutati bisogni della società.

Com’è possibile, allora, che in un Paese che si avvia a reperire ovunque risorse da sfruttare al meglio, non si voglia valorizzare ciò che la donna può offrire nel mondo del lavoro, della politica, della cultura, delle arti, delle professioni e degli affari al di là dei ruoli che finora le hanno sempre assegnato?

Se è vero che la popolazione femminile è maggioritaria in Italia e potrebbe imporre la sua presenza, è anche vero che ciò non aiuta le donne e che le donne, per uno strano meccanismo, non si aiutano tra loro – è l’amara riflessione della presidente. Ognuna è troppo impegnata a far valere sé stessa e la propria individualità, nei vari universi gestiti al maschile, per poter appoggiare iniziative di altre e dare la propria solidarietà, senza remore, al mondo femminile.

Per la rappresentante della CRPO, bisogna insegnare alle donne ad aiutarsi tra loro, a fare cordata. E bisogna far capire quanto sia importante la loro presenza nella società, alla quale possono dare un grande contributo con il loro pensiero, che identifica una diversità di genere finora non rappresentata ma che costituisce sicuramente una realtà concreta che non si può più ignorare.

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