Infrastrutture? Si, ma con criterio

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Èormai diventato proverbiale, oltre che risaputo: lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei Paesi industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di infrastrutture (informatiche, viarie e di trasporto, di sicurezza, di servizio, di produzione e distribuzione di energia, di gestione idrica, ecc.) e ogni volta che si deve dare un impulso all’economia, si parte sempre da qui. Se questo è stato così vero in passato, lo sarà maggiormente per il futuro, con la consapevolezza che non dovranno essere realizzate infrastrutture inutili e solo per “fare favori”. Appare ormai lapalissiano che le infrastrutture non dovranno diventare merce di scambio elettorale (io do un voto a te e tu costruisci una strada a me)… Niente più finanziamenti a pioggia che sono serviti veramente a poco e basta con l’incapacità di vedere al di là del naso. E’ ormai tempo che si metta in atto una ricerca selettiva, anche
nella politica, di persone capaci di amministrare la cosa pubblica e di fare le scelte che servono, senza avere il timore di urtare qualcuno. Servono persone lungimiranti e su questo Adriaeco non smetterà mai di puntare e di scrivere. Persone che siano in grado di leggere i tempi e di progettare il futuro, di capire le direzioni da prendere e di non arrivare, come al solito, troppo tardi, con realizzazioni obsolete ancor prima di essere attive o dislocate in luoghi dove ormai non passa più nessuno! E’ tempo di lasciare il paraocchi soltanto ai cavalli, perché agli umani servono azioni in grado di pianificare, con cognizione, le proprie attività a lunga scadenza. Forse, ma serve sottolineare più e più volte questo “forse”, il velo che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi comincia a lacerarsi. Non si tratta di veri e propri squarci, ma di piccole fessure che sono in grado di farci capire che abbiamo sbagliato molto se non proprio tutto, ma che da questo momento in poi si deve recuperare, se vogliamo consegnare questa nostra Italia al futuro e soprattutto alle generazioni che verranno. Infrastrutture moderne, dinamiche e innovative, comprese.

Infrastructures? Yes, but with criterion!
By now it has become legendary: the development, the safety and the quality of life in the industrialized Countries depend from the continuous and coordinated working of many infrastructures (technology,
road and of transport net, safety, service, production and energy distribution, water management, etc) and every time that we must give an impulse to the economy, we always start from here. If this has been
true in past, it will be true mainly for the future, with the knowledge that will not have to be realized useless infrastructures only in order "to make favour". It's by now the time that people carry out a selective search, in the politics also, of people able to train the res publica and to make the correct choices, without having the fear to hit someone. It's need of farsighted people and about this Adriaeco will never stop to write. People able to plan the future and schedule the times and not arrive as usual
too late with obsolete buildings before to be in working or placed in areas where nobody pass. It's need to have actions in order to plan with criterion own activities at long term. From this moment on, we must
regain, if we want to put our Italy to the future and above all to the future generations. Included modern, dynamic an innovative infrastructures.

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