Collegamenti con la Croazia, la Cna: vergognoso rimpallo di responsabilità

588

Mentre si celebra il balletto sulle competenze, Pescara rischia di perdere uno strumento straordinario.
«Mentre la città rischia di perdere definitivamente i collegamenti marittimi da e per la Croazia, con danni evidenti alla sua economia turistica, la politica si divide nella ricerca affannosa delle responsabilità, anziché cercare di mettere riparo a una situazione che appare già compromessa». Lo afferma in una nota la Cna di Pescara, secondo cui le conseguenze nefaste legate al mancato dragaggio del porto-canale cittadino cominciano a manifestarsi in tutta la loro perversa portata: «In tempi non sospetti – afferma la confederazione artigiana presieduta da Riccardo Colazilli e diretta da Carmine Salce – denunciammo l'irresponsabile balletto che la burocrazia stava esercitando sulle attività portuali. Come una cambiale, e dopo i danni patiti dalla pesca e dalle attività di movimentazione delle merci, puntuale arriva ora l'ennesima tegola. Lo spostamento a Ortona del catamarano della Snav che assicura i collegamenti stagionali con la costa croata avrà certamente ripercussioni negative sull'economia turistica della città, sulle attività degli esercenti degli stabilimenti balneari, sulle attività di ristorazione e commerciali. Senza contare la rabbia dei passeggeri, che si sono visti spostare dalla sera alla mattina il luogo di attracco».
Quello che fa rabbia, prosegue la nota della Cna, è notare come di fronte a tanti proclami, la crudezza delle cifre dimostri come ci si trovi di fronte a un disastro annunciato, che nessun penoso scambio di responsabilità dei palazzi della politica potrà mai coprire. Scorrendo infatti le cifre ufficiali sul movimento passeggeri del porto pescarese (disponibili su http://www.trail.abruzzo.it/, l'Osservatorio regionale dei trasporti gestito da Unioncamere, ndr) si scopre infatti che già tra il 2007 (anno del massimo boom del movimento passeggeri) e il 2010, metà delle presenze è andata… dispersa in mare: «Degli oltre 45mila passeggeri tra sbarcati e imbarcati nel collegamento nella stagione 2007, già nel 2010 ne erano rimasti poco più di 23mila. Perdite dovute a incuria e superficialità, a politiche turistiche fatte di proclami e non di investimenti oculati. Premesse che fanno capire che ne sarà, in termini di cifre, della stagione in corso».
«Il poco tempo a disposizione – conclude la Cna – deve dunque essere dedicato a salvare il salvabile. Che non vuol dire soltanto tentare di riportare già nelle prossime settimane i mezzi della Snav sulle banchine pescaresi, ma soprattutto nel convincere la compagnia che nei prossimi anni troverà da queste parti interlocutori seri».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here